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Il Festival di Sanremo 2023 inizia a fare discutere: Blanco canta, distrugge le rose, il pubblico fischia e arrivano le scuse.

«Stava andando tutto bene fino ad ora». Così Amadeus sul palco dell’Ariston dopo l’esibizione ­di Blanco. L’esibizione più discussa (fino ad ora) di questo 73esimo Festival di Sanremo. E pensare che Blanco non era neppure in gara!

C’è chi dice che fosse tutto preparato, ma cosa ha raccontato il direttore artistico, Amadeus dopo l’esibizione incriminata? «Era previsto che lui facesse qualcosa, anche che desse un calcio alle rose perché c’è una storia legata a questa canzone» ha chiarito subito. «Mi era stato detto che poteva anche coricarsi o rotolarsi o andare sulla batteria, che avrebbe fatto qualcosa di particolare. Di questo ne ero assolutamente a conoscenza».

Che Blanco giocasse dunque sul tappeto di rose allestito sul palco dell’Ariston era in programma, ma che prendesse a calci le rose e distruggesse i vasi attorno a lui, no. «Ho visto che c’era un’esagerazione rispetto a quelle che erano le prove o quello che mi era stato raccontato – ha aggiunto il conduttore – . Non era più un finale previsto. Poi ho capito che aveva un problema di audio». Poi il delirio.

Ieri mattina in conferenza stampa, la città di Sanremo ha espresso – nella persona del sindaco e dell’assessore – la propria indignazione. Specialmente perché il gesto di Blanco avrebbe mancato di rispetto non solo alla kermesse canora e alla città ma soprattutto al reparto della floricoltura. Amadeus però ha chiarito immediatamente: «Blanco stamattina mi ha chiamato, era dispiaciutissimo, chiede scusa al Festival, a me. Io lo conosco, Riccardo è un ragazzo talentuoso. Lui ha sbagliato e questo lo sa lui per primo».

«Evidentemente quella rabbia che lui ha avuto in quel momento, di un ragazzo che compie vent’anni fra due giorni, l’ha scatenata sui fiori. Ma non per mancare di rispetto, tantomeno alla città di Sanremo e ai fiori perché sa bene il significato e l’importanza di quel lavoro – prosegue Amadeus – . Non lo voglio scusare, lui è consapevole di questo. Non ha chiesto di essere capito, ha chiesto di essere perdonato».

Ora tocca fare un po’ di chiarezza sullo stesso Blanco e sul suo brano “L’isola delle rose”. Riccardo Fabbriconi è un ragazzino quasi ventenne e come tale forse un po’ immaturo e per certi versi anche troppo spavaldo e incosciente. Premesso questo, si può quantomeno provare a comprendere la sua “performance”, sicuramente senza l’intenzione di voler mancare di rispetto a nessuno. L’artista era visibilmente ignaro di ciò che stesse accadendo. Non ha compreso i fischi del pubblico e il perché il suo gesto, per lui divertente, abbia suscitato l’indignazione di molti. Da qui si potrebbe – e il condizionale è d’obbligo – provare a comprendere la sua, non tanto buona ma, quantomeno non cattiva intenzione.

“L’isola delle rose” inoltre, è l’ultimo singolo del cantautore e rapper bresciano e proprio nel testo si legge “Volevo fossi mia mia, mia, mia, mia, mia/come se fossi stata tu a aver scelto me/solo per rendermi un po’ meno fragile/come spezzare un fiore”. E già qui si può intendere forse l’origine di quel gesto. Se ci aggiungiamo la scena finale del videoclip, diventa tutto più comprensibile. Sul finire del video infatti, Blanco distrugge tutte le rose in una stanza, con rabbia, proprio come ha fatto sul palco dell’Ariston anche se in questo caso, con molta più enfasi.

A Sanremo 2023, Il gesto di Blanco di distruggere le rose è stato sicuramente poco piacevole ma qui entra in gioco un altro fattore: l’essenza di un artista. Per la messa in onda di un Festival come quello di Sanremo, le prove sono veramente tante, ma gli errori tecnici possono comunque capitare, specialmente per la mole di artisti che si esibiscono su quel palco. Difatti – come ampiamente ricordato da Amadeus – la colpa non è di chi non ha inserito l’audio in cuffia a Blanco. La colpa probabilmente è di chi senza quelle cuffie non riesce a cantare. Sicuramente il suono degli strumenti sovrasta una voce, ma come si faceva quando questi in ear monitor, o meglio ancora auricolari, non esistevano? Si cantava ugualmente. E si cantava bene.

Perciò da un cantante che peraltro è reduce da un tour negli stadi, ci si aspetta che senza l’ausilio di quelle cuffiette possa comunque continuare a cantare. Ma se così non fosse, si può – è capitato tante volte anche a cantanti in gara che forse avevano qualcosa in più da perdere – bloccare tutto. Chiedere ai musicisti di smettere di suonare, spiegare il problema e ricominciare la propria esibizione. Tranne, certo, se non è proprio tutto dal vivo. E qui il dubbio sorge.
Non si tratta comunque di retorica o perbenismo che ogni anno investono il Festival, si tratta di competenze artistiche che da un cantante – anche se di vent’anni ma già con un tour negli stadi alle spalle – forse ci si dovrebbe aspettare.

Detto ciò, dopo il gesto, condannabile o meno, a Sanremo 2023, da Blanco, il distruttore delle rose, sono arrivate le scuse ufficiali con un post sui social. Una foto con su scritto una poesia, o una canzone, “Ariston” e che come didascalia riposta quello che tutto si aspettavano e speravano: «Chiedo scusa alla città dei fiori».

Sul palco del Festival di Sanremo 2023 Blanco distrugge le rose sul palco. Dopo i fischi del pubblico arrivano sui social le scuse
Il post sui social di Blanco in cui chiese scusa alla città dei fiori
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