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Le Olimpiadi del 1988 in Corea del Sud segnano un punto di svolta nella storia dei Giochi: finisce il tempo dei boicottaggi per ragioni politiche

Le Olimpiadi del 1988 in Corea del Sud segnano un punto di svolta nella storia dei Giochi: finisce il tempo dei boicottaggi per ragioni politiche (per non tornare, speriamo, mai più) e inizia quello del doping (che purtroppo non è ancora finito).

Questa XXIV edizione, infatti, sarà ricordata per sempre per la performance del canadese Ben Johnson, che trionfa sul grande Carl Lewis nei 100 metri piani, stabilendo anche un nuovo record, ma poi viene squalificato.

Così, il “Figlio del Vento” si assicura un nuovo oro, ma ovviamente non mancano le (dolorose) polemiche per un caso di doping così eclatante.

Ma anche a Seul si affermano alcuni miti positivi, come la velocista americana Florence Griffith, che si porta a casa tre massimi trofei e stabilisce record longevi.

Il più grande di tutti, però, è certamente l’astista Sergej Bubka. La fine dei boicottaggi e il conseguente aumento dei Paesi in gara (e quindi degli atleti, che sono 8.500) finisce inevitabilmente per danneggiare l’Italia, che comunque riesce a conquistare 6 ori, tra cui quello nella Maratona.

Dopo ben 64 anni, in questa edizione dei Giochi torna ad essere una disciplina olimpica il tennis, dominato da Usa e Cecoslovacchia.

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