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Uno dei beni sequestrati

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Costringeva i pazienti oncologici al pagamento di prestazioni mediche e di iniezioni di un farmaco, che sarebbero dovute essere gratuite. L’uomo, un oncologo dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari era già  stato posto agli arresti domiciliari a maggio. Ora hanno sequestrato immobili di pregio, terreni e cospicue disponibilità finanziarie per un valore di circa 3  milioni di euro.

Anche la compagna del medico, avvocato, è co-indagata. La consegna del denaro sarebbe avvenuta direttamente in ospedale oppure nel Caf gestito dalla donna, “adibito nell’occasione – dicono gli investigatori – ad ambulatorio medico di certa natura illegale”.

La coppia, secondo quando sostengono gli investigatori, approfittavano delle gravi condizioni psico-fisiche delle vittime (14 i casi accertati). I pazienti si sarebbero trovati in una situazione di soggezione e di reverenza, oltre che di totale fiducia nel loro medico, tale da essere state indotte a riconoscerlo come unico referente in grado di garantire loro la sopravvivenza e così ottenendo illecitamente cospicue somme di denaro contante, regalie di notevole valore, lavori edili ed altre utilità.

Nell’abitazione del medico sono stati trovati, oltre a 1 milione e 900mila Euro, anche numerosi reperti archeologici di notevole valore storico e artistico.

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