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L’infermiere di processo diventa un punto di riferimento nei Pronto soccorso della Asl di Bari, gestendo informazioni, ascoltando pazienti e familiari, prevenendo tensioni e contribuendo alla sicurezza del personale sanitario.


BARI – Una polo bianco con una scritta ben visibile sulla schiena: così si riconoscono i 200 «infermieri di processo» attivi in tutti i Pronto soccorso degli ospedali della Asl di Bari. La loro missione è chiara: facilitare la comunicazione tra personale sanitario, pazienti e familiari, riducendo ansia e conflitti in uno dei luoghi più critici della sanità pubblica. Queste figure non sostituiscono i medici o gli infermieri di corsia, ma diventano un punto di riferimento per l’accoglienza, l’informazione e la gestione dei tempi d’attesa. Il loro lavoro incide non solo sulla serenità dei pazienti e dei loro cari, ma anche sulla sicurezza degli operatori sanitari, spesso esposti a tensioni e aggressioni verbali o fisiche.

Nei Pronto soccorso del Barese arriva l’infermiere di processo

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sottolinea l’importanza di questa innovazione:
«Come Regione abbiamo lavorato fortemente su questo fronte e abbiamo mantenuto l’impegno. Avere operatori formati nella gestione delle situazioni complesse è fondamentale per rendere più efficace il loro lavoro. Informare correttamente i cittadini aiuta ad affrontare con maggiore serenità l’accesso al Pronto soccorso e i necessari tempi di permanenza».

Gli infermieri di processo hanno seguito una formazione specifica, mirata a migliorare il processo informativo e prevenire episodi di violenza contro il personale sanitario e sociosanitario. Parlare con le persone in attesa, saperle ascoltare e dare risposte chiare alle loro domande diventa un vero e proprio atto di cura, capace di ridurre lo stress e facilitare la gestione delle emergenze.

Il direttore generale della Asl Bari, Luigi Fruscio, evidenzia come questa figura professionale trasformi l’esperienza dei pazienti: «Parlare con le persone in attesa, ma anche saperle ascoltare, è utilissimo per gestire un momento delicato che riguarda la salute di un congiunto. Fornire informazioni tempestive e corrette è anch’esso un atto di cura e restituisce valore alla dimensione umana del dialogo».

Infermieri di processo: attività

Oltre a migliorare la comunicazione, gli infermieri di processo contribuiscono a ottimizzare i flussi dei Pronto soccorso, monitorando i tempi d’attesa e segnalando eventuali criticità al personale sanitario. In questo modo, diventano un anello di congiunzione tra la medicina d’urgenza e il bisogno di attenzione umana, alleviando l’ansia dei pazienti e garantendo condizioni di lavoro più sicure e sostenibili per gli operatori. In un contesto in cui l’emergenza sanitaria spesso genera tensioni e frustrazione, l’introduzione di questa figura rappresenta un modello innovativo di gestione del Pronto soccorso, dove la cura non si misura solo in prestazioni cliniche, ma anche in capacità di ascolto, empatia e dialogo.

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