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Truffa sui permessi 104: poliziotto interdetto a Trani, altri due indagati a piede libero. I tre agenti sono accusati di truffa aggravata e falsità ideologica in atti pubblici.


TRANI – Un’inchiesta della Procura di Trani ha portato alla luce una presunta truffa ai danni dello Stato che coinvolge tre poliziotti della Questura di Barletta-Andria-Trani (Bat). I tre agenti sono accusati di truffa aggravata e falsità ideologica in atti pubblici per l’utilizzo improprio dei permessi previsti dalla legge 104/92 e dall’articolo 42 del d.lgs. 151/2001, destinati all’assistenza dei familiari con disabilità.

Il tribunale di Trani ha disposto un’ordinanza cautelare di interdizione per sei mesi nei confronti di un vice ispettore 52enne ancora in servizio. Altri due colleghi, un ispettore 60enne ora in pensione e una assistente capo 58enne in aspettativa per malattia, sono stati denunciati a piede libero: per loro la Gip Marina Chiddo non ha ritenuto necessarie misure cautelari, considerando lo stato di pensionamento e aspettativa.

Trani, truffa sui permessi 104: le indagini

Le indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Procura, sono partite da una segnalazione dell’ufficio sanitario provinciale della Questura sulla gestione delle assenze per malattia e per assistenza ai familiari disabili. Grazie a pedinamenti, telecamere di sorveglianza e analisi dei tabulati telefonici, gli investigatori hanno documentato come i tre agenti avrebbero sfruttato i permessi retribuiti per attività personali, invece di assistere i familiari, come dichiarato.

Secondo quanto reso noto dalla Questura Bat, due dei tre indagati non avevano neppure i requisiti richiesti dalla legge, in quanto non convivevano con i familiari da assistere. Complessivamente, nei quattro mesi di monitoraggio – da giugno a settembre 2024 – le autorità hanno rilevato 50 giornate di assenze ritenute illegittime, per una presunta truffa di circa 5.300 euro.

L’ispettore in pensione avrebbe usufruito di 28 giornate di permesso, trascorrendone sette in vacanza a Barcellona con la famiglia. Al vice ispettore interdetto sono contestate sei giornate di assenza indebita, mentre all’assistente capo sedici giornate di permessi illegittimi. L’avvocato Antonio Maria La Scala difende il poliziotto interdetto, sottolineando come la vicenda sia oggetto di approfondimenti e che il suo assistito collaborerà con la giustizia.

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