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Il sindaco di Barletta dovrà affrontare il no al ribaltone voluto da Emiliano

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BARLETTA – Il tentativo è fallito, le forze politiche convocate in Regione ieri pomeriggio dal presidente Michele Emiliano, come già avevano annunciato, hanno ribadito la loro contrarietà a salvare l’amministrazione Cannito e dal capoluogo i convenuti se ne sono tornati con la consapevolezza che la coalizione civica – misto centro destra di Barletta – ha i giorni contati.
Cosimo Cannito, sindaco dimissionario e sul quale pende una mozione di sfiducia sottoscritta da 18 consiglieri, ieri pomeriggio non ha partecipato all’incontro dopo che egli stesso, di fatto, lo aveva originato.

Una decina di giorni fa aveva incontrato Emiliano riferendogli di non avere i numeri per governare la città con la nuova maggioranza di centro destra e dicendosi disponibile a costituire una maggioranza di centrosinistra e progressista, come alla regione Puglia. Ad informarlo dell’esito dell’incontro ci ha pensato lo stesso Emiliano. «Ho comunicato al sindaco Cannito di avere rivolto a tutti i gruppi di opposizione del Consiglio comunale di Barletta la sua disponibilità a costruire una nuova maggioranza di centro sinistra che includesse anche il Movimento 5 stelle.

Dopo una lunga e approfondita discussione – ha detto il governatore subito dopo la riunione – tutti i gruppi politici presenti hanno espresso il loro diniego a partecipare a una nuova amministrazione con diversa maggioranza e hanno confermato la loro intenzione di votare la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco».

L’incontro di ieri doveva servire a verificare la fattibilità di una inversione a “U” della direzione politica cittadina, ipotesi di fatto già scongiurata sul nascere, data l’avversione da subito dichiarata da PD, Cantiere Barletta, Coalizione civica, Movimento 5 Stelle, fatta eccezione per il democratico Ruggiero Mennea che non si era precluso alcuna possibilità, in attesa del confronto di ieri. Ma da Bari è arrivata solo la conferma.

Le opposizioni non intendono salvare Cannito e tutti ne hanno preso atto. Sul campo, però, dopo il confronto di ieri potrebbe rimanere una sorta di schema delle forze di centro sinistra in vista delle prossime elezioni.

E invece no, neanche tanto, i distinguo sono ben evidenti nel Pd; il Movimento 5 Stelle è più discreto ma non meno esposto a criticità interne; poi c’è da ricucire con gli ex alleati di Cannito oggi in Cantiere Barletta e infine fa sempre capolino il serpeggiante civismo che difficilmente si esaurirà con la fine di questa esperienza politico – amministrativa.

Il tutto mentre il primo cittadino, battendo tutti sul tempo, sembra già in campagna elettorale e, con lo slogan “Mino Cannito, il sindaco del fare”, si fa immortalare sui cantieri e annuncia come “Momento storico” la pubblicazione sul portale istituzionale del comune di Barletta, della bozza del Piano Urbanistico Generale per l’avvio dell’iter partecipato.

A giudicare da ieri pomeriggio, però, è difficile che ad accompagnarlo possa essere il centro sinistra. D’altro canto, le dimissioni nei giorni scorsi dell’assessore all’Urbanistica Gennaro Cefola annunciano e palesano qualche mal di pancia anche nel centro destra.

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