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Il commissario prefettizio Francesco Alecci

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BARLETTA – Un solo giorno dopo l’approvazione, in Consiglio comunale, della mozione di sfiducia al sindaco di Barletta Cosimo Cannito, a Palazzo di città si è insediato il commissario, Francesco Alecci, incaricato con decreto del prefetto Maurizio Valiante, di amministrare l’ente fino alle prossime elezioni, con i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale. Alecci, prefetto in pensione, ieri mattina ha incontrato il segretario generale e i dirigenti comunali così da poter comunicare ai giornalisti, già nel primo pomeriggio, i suoi propositi e obiettivi per i prossimi mesi, fugando, in mezza giornata, i timori adombrati dai tanti, per lo più politici, per le sorti della città nelle mani di un commissario.

«Se ho deciso di destinare nove mesi della mia vita per stare in questo posto, per dormire qua tutte le notti nella caserma della guardia di finanza – ha detto Alecci – è perché credo nel mio ruolo, come l’ho fatto per due anni in un comune della Calabria, dove, anche lì, ho dormito in una caserma dei carabinieri come un piccolo frate, nonostante io abbia una moglie e due figli, tra l’altro giovani, che quindi hanno bisogno del papà in casa. Credo nella esigenza che, in momenti di patologia in quello che è il confronto politico – ha spiegato il commissario prefettizio – ci debba essere una soluzione terapeutica, che non può essere lasciata alla fantasia del caso, si deve bensì incardinare in questa figura chiamata commissario la responsabilità di garantire la continuità gestionale. Si tratta di evitare che questo confronto scontro fra forze politiche o tra personaggi appartenenti a forze politiche locali, produca del male a questa città», ha proseguito Alecci, centrando in pieno il punto. «Per me è un onore essere qua, un funzionario dello Stato che a 70 anni viene considerato ancora utile per svolgere questi compiti, ne sono onorato», ha sottolineato il commissario.

Alecci ha riferito di avere avuto un confronto lungo e approfondito con i dirigenti, che gli ha permesso «una individuazione di quelli che sono i temi di azione, quello che si fa fisiologicamente, quello che si deve fare perché è successo qualcosa per cui è necessario intervenire». Da subito il commissario ha deciso di intervenire con l’approvazione dei debiti fuori bilancio, lo farà lunedì, ha annunciato, e non subito ma solo per ragioni di natura procedurale. «Sono debiti nati da pronunciamenti della giustizia civile o amministrativa e quindi questi cittadini, che hanno subìto dei danni e hanno chiesto dei risarcimenti, mi pare giusto che li ottengano dal Comune, che non so per quale motivo abbia tardato a corrisponderli. Mi è stato detto che ci sono già sei decreti ingiuntivi».

La stessa cosa non sarà per il Piano urbanistico generale, prevedendo esso «un confronto e una valutazione delle esigenze della collettività». Sul recesso anticipato del contratto della dirigente Santa Scommegna, Alecci ha precisato che «l’Amministrazione ha bisogno di tutti i dirigenti che ho trovato e con cui mi sono confrontato e che mi accompagneranno fino al termine del mio mandato».

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