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Canosa di Puglia sogna il ritorno del cinema: l’amministrazione comunale annuncia la riapertura dello storico cineteatro Scorpion nel nome di Lino Banfi.


CANOSA DI PUGLIA – C’è un luogo, a Canosa di Puglia, dove il tempo sembra essersi fermato. Un edificio che da anni trattiene silenzio e polvere, là dove vivevano le emozioni, esplodevano risate, sospiri, storie capaci di unire intere generazioni. Le pareti hanno ancora addosso l’eco degli applausi, il buio profondo prima che il fascio di luce attraversasse la sala, il battito collettivo di una comunità che sognava insieme. Da anni quel luogo è chiuso. Da anni il cinema non c’è più. Ma ora, finalmente, qualcosa si muove. E questa volta non è solo un progetto amministrativo: è un gesto di memoria, identità e futuro.

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Malcangio ha annunciato la volontà di riaprire lo storico cineteatro Scorpion, restituendo alla città un cinema che manca da troppo tempo. Non una semplice ristrutturazione, ma una rinascita culturale, pensata per riportare vita dove per anni hanno regnato l’abbandono e l’assenza.

Canosa di Puglia sogna il ritorno del cinema: un atto d’amore per la città, nel nome di Lino Banfi

Non si tratta solo di ristrutturare un edificio. Si tratta di restituire un cuore pulsante a Canosa. L’idea è ambiziosa: intercettare finanziamenti regionali, ministeriali ed europei per trasformare l’immobile in un vero polo culturale: un cineteatro-museo comunale capace di accogliere cinema, teatro, musei, laboratori artistici e spazi di aggregazione. Uno spazio che racconti storie, che produca cultura, che insegni ai più giovani il valore del sogno, del talento, della perseveranza. Un contenitore vivo, aperto, necessario. Perché una città senza luoghi di cultura è una città che rischia di dimenticare se stessa.

E poi c’è il nome. Un nome che è storia, sorriso, orgoglio. Lino Banfi. Il figlio più celebre di Canosa di Puglia, l’attore che ha fatto ridere e commuovere l’Italia intera, portando con sé, ovunque, le radici della sua terra. Intitolargli il cineteatro non è solo un omaggio, ma un riconoscimento collettivo: a un uomo, a un percorso, a un legame mai spezzato con la sua città natale.

«Il recupero funzionale dell’edificio rappresenterebbe un passo in avanti importante in termini di qualità urbana, offerta culturale e vitalità sociale», ha dichiarato il primo cittadino. Ma dietro queste parole c’è qualcosa di più: la volontà di non arrendersi alla chiusura, all’assenza, all’oblio.

Se quelle luci torneranno ad accendersi, non sarà solo un’inaugurazione. Sarà una restituzione. Alla città, alla sua storia, alla sua gente. Sarà il buio che torna a essere promessa, il silenzio che precede l’emozione, lo schermo che si riaccende come un battito nel petto. E quando il primo film partirà, Canosa saprà di aver ritrovato se stessa. Nel buio di una sala, insieme. Nel nome di Lino Banfi.

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