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Le cooperative sociali pugliesi lanciano l’allarme: «Senza risorse il welfare collassa». A Bari l’appello ai parlamentari.


BARI – Il welfare pugliese è a un passo dal collasso. A lanciare l’allarme sono le cooperative sociali della Regione, riunite oggi (17 novembre) a Bari, che denunciano una situazione ormai divenuta insostenibile: senza un adeguato trasferimento di risorse da Stato e enti locali al privato sociale, l’intero sistema di assistenza rischia di fermarsi.

Le cooperative sociali pugliesi lanciano l’allarme: «Senza risorse il welfare collassa»

L’incontro, ospitato nella sede della Camera di commercio del capoluogo, ha riunito Legacoop Puglia, Confcooperative Federsolidarietà Puglia, Agci Puglia e le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Funzione pubblica, Fisascat Cisl e Uil Fpl. Obiettivo: confrontarsi con i parlamentari del territorio e chiedere un impegno concreto per «garantire maggiori risorse al welfare e il pieno riconoscimento del nuovo contratto nazionale di lavoro».

All’appello hanno risposto i deputati del Partito Democratico Marco Lacarra e Ubaldo Pagano. Ma le cooperative non nascondono la gravità della situazione. Il settore è in stato di agitazione per il mancato adeguamento delle tariffe e delle rette dei servizi in appalto, una mancata revisione che, spiegano, sta comprimendo i bilanci e minacciando la continuità dei servizi.

I numeri

I numeri descrivono un comparto cruciale per la tenuta sociale del territorio. In Puglia operano 1.271 cooperative sociali, con 24mila lavoratori e circa 400 milioni di euro in salari. «Non è il welfare pugliese che rischia: a rischiare sono il territorio e le persone», avverte Carmelo Rollo, presidente di Legacoop Puglia. «Il nostro è un lavoro fondamentale, entriamo nelle case dei cittadini, sosteniamo e spesso sostituiamo lo Stato. Il nuovo contratto nazionale, firmato un anno fa, riconosce aumenti dignitosi, circa il 12%, ma a oggi questi costi sono stati sostenuti solo dalle cooperative».

Dalla Fp Cgil Puglia arriva un’ulteriore conferma delle criticità. Il segretario generale Luigi Lonigro chiede che «vengano rimpinguate le risorse destinate al welfare e introdotta una norma che consenta la revisione automatica dei prezzi negli appalti dei servizi, così da adeguare le tariffe agli effettivi costi del lavoro». L’appello è chiaro: senza un intervento rapido e strutturale, il sistema rischia di spezzarsi. E con esso la rete di servizi essenziali su cui ogni giorno si reggono migliaia di famiglie pugliesi.

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