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La circolare di richiamo del dipartimento Salute risale a qualche giorno fa ed è indirizzata alle Asl, responsabili hub, medici, farmacisti, insomma tutti i soggetti coinvolti nella campagna vaccinale: «A seguito di segnalazioni pervenute in merito a comportamenti non attinenti alle disposizioni – si legge nel documento – si è appreso di somministrazioni vaccinali per le quali sono state erogate, a minori, dosi per adulti e, a persone adulte, dosi pediatriche, con possibili impatti negativi sulla salute dei vaccinati nel primo caso, sull’efficacia della profilassi vaccinale nel secondo».

Durante le inoculazioni, quindi, ci sarebbero stati degli errori nei dosaggi dei sieri. «In considerazione di quanto sopra esposto – è scritto ancora – tenuto anche conto dei possibili risvolti medico-legali connessi alle somministrazioni erogate in modo improprio, si richiamano tutti i soggetti impegnati nelle attività vaccinali anti Sars-Cov-2/Covid-19 al puntuale rispetto delle disposizioni ministeriali».

Nella circolare non viene spiegato da dove e da chi sono arrivate le segnalazioni dei presunti errori. Però, «al fine di ridurre il rischio di errore» la Regione ha deciso di intervenire aggiornando il sistema informatico Giava che, adesso, «segnalerà con apposito messaggio l’eventuale non conformità della somministrazione vaccinale rispetto alle disposizioni vigenti».

«Tuttavia – avverte di dipartimento nella circolare – nei casi di effettivi errori di somministrazione oppure nei casi eccezionali giustificabili da punto di vista sanitario, è stato eliminato il vincolo rigido che impedisce la registrazione di una somministrazione relativa ad un farmaco non coerente con la fascia d’età di appartenenza del soggetto vaccinato, trasformando tale vincolo in semplice alert con richiesta di conferma».

Come noto, per i bambini sino ai 12 anni il dosaggio del vaccino è inferiore a quello per gli adulti: a loro, infatti, viene somministrato il «Cominarty pediatrico» ovvero una dose ridotta di Pfizer (1/3 del dosaggio autorizzato per adolescenti e adulti) e con formulazione specifica. La vaccinazione prevede la somministrazione di due dosi a distanza compresa fra i 21 e i 42 giorni.

Non sono segnalati casi avversi tra i bambini, ma le segnalazioni di presunti errori ha messo in allarme il dipartimento. La Puglia è la regione con la copertura vaccinale più elevata nella fascia pediatrica, secondo il report del ministero della Salute aggiornato a ieri il 50,4% dei bambini ha ricevuto almeno una dose di siero. Parliamo di 121.177 bimbi su 240.444, oltre 15 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.

Un successo che ha indotto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, a decidere di copiare il modello Puglia ed esportarlo in tutte le altre regioni. La Regione, nella prima fase della campagna, ha puntato sulle scuole trasformate in centri vaccinali per evitare l’impatto degli hub e degli ospedali ai bimbi e ai loro genitori. Così i piccoli sono stati vaccinati di pomeriggio all’interno delle scuole, in un ambiente confortevole e che conoscevano.

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