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Il murales

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BARLETTA – La vecchia via dei Campioni, nel comune di Termoli, ora porta il nome di uno dei più grandi fra loro, di un simbolo dello sport e non solo, di un ragazzo che quel titolo se lo conquistò con fatica, tenacia e ostinazione, contro ogni previsione, partendo dal Sud, con pochi mezzi ma tanta voglia di vincere. C’è scritto viale Pietro Mennea sulla targa, mentre sulla facciata dell’edificio dello Iacp sovrastante, campeggia un murale che riproduce il volto di Mennea, nella sua espressione più fedele, corrucciata, di chi non si sente mai arrivato a un traguardo definitivo, di chi ha sempre un obiettivo nuovo da raggiungere, un record da superare, nello sport come nella vita.

«Pietro Mennea è un figlio del sud – ha detto il sindaco della città molisana Francesco Roberti – che arrivò a Termoli da ragazzino e da qui è iniziata la sua ascesa». Perché era così Mennea, ha ricordato sua moglie Monica Olivieri, «per lui era importante vincere nella vita, metterci lo stesso impegno e lo stesso spirito e valori dello sport».

Alla platea di quanti hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione del murale e intitolazione della via, la vedova ha ricordato le capacità di quell’uomo, che aveva studiato fino a conseguire quattro lauree che l’avevano impegnato, dopo la carriera agonistica, in quella professionale di avvocato, commercialista, scrittore, giornalista e in politica.

«Essere campioni del mondo – racconta – per lui non era la cosa più importante. Studiava quasi di nascosto, poi diceva di andare a trovare i genitori a Barletta e andava a Bari, all’università, a fare gli esami. Questo – ricorda la moglie – lo ha differenziato da tanti atleti che alla fine della carriera sono disorientati. Molti gli chiedevano aiuto, perché non sapevano da dove partire e lui era disponibile con tutti, soprattutto con i ragazzi, a cui diceva sempre che non bisogna abbattersi per le sconfitte, che sono esperienze da cui si riparte facendo tesoro degli errori commessi, per superarli e superarsi e poter ottenere vittorie e porsi nuovi obiettivi».

Un momento della cerimonia

Alla cerimonia nella città di Termoli, importantissima per la Freccia del Sud, che sulla pista dello stadio “Gino Cannarsa” vinse la prima gara agonistica da atleta professionista, erano presenti, fra gli altri, oltre alla moglie, al sindaco e all’assessore allo sport Michele Barile, il referente della Fondazione “Pietro Mennea”, Ruggiero Mennea, e una delegazione della città natale del campione, composta da Oronzo Carli, Gaetano Damato e Ruggiero Piazzolla, che ha consegnato a Manuela Olivieri una tela raffigurante “Pietro primo al traguardo dei campioni”.

Dal familiare e referente della Fondazione “Pietro Mennea”, Ruggiero Mennea, la gratitudine all’amministrazione comunale di Termoli per avere pensato, attraverso questa manifestazione, «a infondere un messaggio forte, perché immortalare l’immagine di Pietro e quanto rappresenta, vuol dire comunicare un patrimonio valoriale ai cittadini e soprattutto ai più giovani, che non lo hanno conosciuto, in un tempo in cui è importante trasmettere esempi positivi».

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