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Un parco eolico in mare

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IN Italia sono in sospeso 39 progetti per creare altrettanti parchi eolici in mare, di questi 12 riguardano la Puglia. Un terzo dei piani delle grandi multinazionali dell’energia «pulita» è concentrato tra il mare Ionio e l’Adriatico pugliese, dal Gargano al Salento.

Il tema è di attualità, di eolico offshore si è discusso alla Cop26 di Glasgow, ma è anche molto dibattuto. In Puglia si sono già alzate le barricate contro questi parchi in mezzo l’acqua, si teme per l’ambiente ma ci sono timori anche per ricadute negative sul turismo.

Ad oggi i progetti sono tutti ancora in lista d’attesa e non si conosce quale sviluppo potranno avere, ma basti pensare che se venissero realizzati tutti l’Italia potrebbe produrre circa 17mila megawatt. Ma dovrebbe anche farei i conti con centinaia di eliche al largo delle coste di Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Lazio, Toscana ed Emilia. Il Piano nazionale integrato energia e clima, al momento, prevede la produzione soltanto di 900 megawatt entro il 2030, ma si attendono aggiornamenti.

I progetti italiani sono collocati soprattutto nel basso Adriatico, in Puglia. «Falck Renewables» si è alleata con BlueFloat Energy per lo sviluppo di parchi eolici marini galleggianti al largo delle coste italiane, per il progetto Kailia da 1.200 megawatt al largo di Brindisi e per Odra da 1.300 megawatt a sud del Salento. Il progetto Kailia ha avviato il mese scorso la verifica amministrativa della commissione Via del ministero della Transizione ecologica: l’impianto sarà composto da 98 aereogeneratori da 12 megawatt, per una potenza totale di 1.176 megawatt, da installare a una distanza minima di 9 chilometri dalla costa da Brindisi a San Cataldo. Ci sono diverse tecnologie, alcune prevedono l’installazione a non meno di 12 miglia, altre invece necessitano di fondali più bassi.

Il Salento si è già mobilitato per urlare il suo «no», in particolare viene osteggiato il progetto di un parco di 90 pale eoliche alte fino a 250 metri al largo tra Castro e Otranto. E’ stato creato il «Comitato tutela costa adriatica salentina», mentre a Casto è stato convocato un consiglio comunale monotematico per sabato 13 novembre ed è stato invitato anche il governatore Michele Emiliano.

Domenica 14 novembre è, poi, prevista una manifestazione di protesta organizzata dal movimento «Regione Salento». «L’eolico in mare è il nuovo fronte di aggressione al paesaggio del Salento e della Puglia, le cui campagne sono già state sfigurate dalla proliferazione selvaggia di impianti fotovoltaici e pale eoliche. Oltre al colossale impianto già realizzato nel golfo di Taranto, con dieci turbine della capacità di 3 megawatt ciascuna, ci sono dodici progetti in attesa di autorizzazione dal Gargano a Santa Maria di Leuca, collocati nel basso Adriatico e nello Ionio», dichiara il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani.

«Nel mirino dei giganti delle rinnovabili – prosegue – c’è in particolare il canale d’Otranto. Peccato che il progetto di un mega parco eolico nelle acque a sud di Otranto, tra Porto Badisco e Castro, prospetti l’installazione di 90 pale, alte 250 metri sul livello del mare, praticamente di fronte alla scogliera più alta dell’area marina Otranto-Leuca. Per fermare questa vera e propria aggressione al nostro paesaggio marino, ho presentato una mozione che chiede una presa di posizione netta e inequivocabile da parte della Giunta regionale: un no, senza se e senza ma».

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