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La raccolta delle olive

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BARI – «Bisogna evitare la definitiva distruzione dell’olivicoltura pugliese. Riteniamo indispensabile un intervento dell’amministrazione regionale per permettere alle strutture di trasformazione di poter sopportare il costo finanziario di uno stoccaggio più lungo, che consenta di evitare fenomeni speculativi di cui conosciamo bene la gestione»: lo dichiara il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Michele Lacenere in merito alla crisi che il settore sta attraversando, con oltre 30mila posti di lavoro già persi.

«La campagna di raccolta olivicola – sottolinea Confagricoltura Bari – si è aperta con una crisi di mercato, che coinvolge sia l’olio che le olive, che non trova ragionevole riscontro nella realtà produttiva olearia italiana. La stagione produttiva non è stata delle più felici: in primavera un calo termico importante ha compromesso, sia pur parzialmente, in alcune zone l’allegagione dei frutticini e una siccità con pochi precedenti ha costretto gli olivicoltori, o almeno chi poteva disporre di risorse irrigue, ad un pesante ricorso all’irrigazione con dispendio di risorse energetiche e, soprattutto, finanziarie».

«Il tracollo del prezzo dell’olio – aggiunge Lacenere – è stato velocissimo, seguito a ruota dal crollo del prezzo delle olive, tanto da raggiungere quotazioni di 3,00/3,50 euro a pochi giorni dall’apertura dei frantoi, con olive quotate dai 35 ai 45 euro».

Mercoledì la IV commissione regionale aveva ascoltato le criticità illustrate dalle associazioni olivicole che hanno evidenziato in particolare la perdita di posti di lavoro.
«La Puglia non starà ferma e in silenzio perché parliamo di un sistema economico produttivo decisivo per la nostra economia», ha garantito l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia.

«La Pac, se non modificata, mette a rischio non solo le aziende ma migliaia di posti di lavoro del comparto agroalimentare e di questi tantissimi sono nel settore olivicolo», sostiene il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro.

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