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Poco più di 51 milioni, è questa la cifra che la Puglia riceverà dal governo a copertura parziale, molto parziale, delle spese straordinarie sanitarie sopportate per l’emergenza Covid. Una goccia nel mare, se si pensa che solamente nel 2021 le Asl hanno avuto costi diretti per circa 450 milioni. Ha ottenuto l’intesa in Conferenza Stato-Regioni il riparto degli 800 milioni complessivi a copertura delle spese straordinarie, i governatori hanno chiesto di «poter utilizzare il contributo anche a copertura delle spese già sostenute nell’esercizio 2021, in modo da salvaguardare gli equilibri dei sistemi sanitari regionali anche in prospettiva della verifica» introdotta dalla legge di Bilancio 2005, che prevede aumenti dell’addizionale Irpef e maggiorazioni Irap in caso di disavanzo di gestione. Insomma, c’è pure il rischio che l’emergenza Covid finiscano per pagarla i cittadini se i conti non saranno in ordine.

«E’ utile evidenziare che per il 2021, in proiezione d’anno, si stimano complessivamente costi diretti per Covid-19 per non meno di 450 milioni di euro, costi al momento solo parzialmente coperti dal bilancio dello Stato con specifici finanziamenti vincolati». Lo metto nero su bianco la Regione Puglia, evidenziando le ripercussioni, non trascurabili, che l’emergenza sanitaria sta provocando non solo, purtroppo, a livello di decessi e di altre patologie non curate ma anche sulle casse.

L’Esecutivo Draghi aveva già stanziato 600 milioni nel Dl fiscale per ristorare le Regioni delle spese sostenute per far fronte alla pandemia, certamente una piccola boccata d’ossigeno ma che risolve solo molto parzialmente il problema. Basti pensare che complessivamente le Regioni calcolano un buco da oltre due miliardi solamente per il 2020, in totale almeno otto miliardi.

«La contingenza legata all’emergenza epidemica – si legge nel documento della Regione Puglia allegato alla manovra finanziaria – rappresenta una sfida anche per il raggiungimento dell’equilibrio economico per l’esercizio economico 2021. Il risultato economico d’esercizio sarà fortemente influenzato dall’emergenza Covid-19 che ha fatto registrare e continuerà a far registrare un incremento delle spese per le aziende del sistema sanitario regionale, per la maggior parte relativi a costi del personale, dispositivi medici ed attrezzature».

«E’ utile evidenziare – si legge ancora – che per il 2021, in proiezione d’anno, si stimano complessivamente costi diretti per Covid-19 per non meno di 450 milioni di euro, costi al momento solo parzialmente coperti dal bilancio dello Stato conspecifici finanziamenti vincolati. Anche per il 2022 il risultato d’esercizio potrebbe essere condizionato dall’emergenza Covid-19 dal momento che potrebbe impattare per buona parte del nuovo anno, in particolar modo per le attività vaccinali recentemente estese per l’età pediatrica». Il buco provocato dal Covid potrebbe avere conseguenze negative persino sul Pnrr.

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