X
<
>

Il premier Draghi mentre mostra il suo greenpass davanti all’ingresso dell’azienda Masmec

Share
5 minuti per la lettura

Il green pass mostrato all’ingresso dell’azienda Masmec per dare il buon esempio. L’abbraccio simbolico ad un gruppetto di persone che ha atteso impaziente il suo passaggio solo per poterlo salutare e ringraziare. I selfie con gli studenti dell’Its Cuccovillo, a Japigia. L’emozione e i sorrisi per un’accoglienza che forse nemmeno il premier stesso si aspettava. La mezza giornata di Draghi a Bari è in queste poche ma significative immagini: il presidente del Consiglio, ieri mattina, ha fatto per la prima volta tappa in una città del Sud e ha riscosso un successo forse sperato ma non scontato. Il Capo dello Stato è figura «neutrale» e attira quasi sempre simpatie trasversali; quella del premier, invece, è ruolo più complicato sul fronte «dell’audience».

Ma Bari è per Draghi centrale nel suo programma politico, così come lo è tutto il Sud, tanto che tra poco più di un paio di settimane, il prossimo 15 novembre, tornerà nel capoluogo pugliese per presentare per la prima volta il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Sarà la prima tappa del tour di Draghi nel Mezzogiorno per spiegare quale potrà essere l’Italia del futuro se i soldi del Pnrr saranno spesi «subito e bene, con onestà», usando le stesse parole del presidente del Consiglio.

Che Draghi sia rimasto sorpreso e soddisfatto della visita istituzionali lo si capisce quando, poco dopo mezzogiorno, lascia l’Its Cuccovillo e circondato dalla scorta si appresta a salire nell’auto blu blindata: poco più avanti ci sono decine di persone ad aspettarlo, lui le vede e si lascia andare: «E’ stata una visita bellissima, è stato bellissimo, i ragazzi sono pieni di calore, un’accoglienza straordinaria», dice allargando le braccia per salutare e simbolicamente abbracciare il gruppetto di fan. Un Draghi se vogliamo insolito rispetto all’uomo di poche ma concise parole che difficilmente, in pubblico, si lascia avvolgere dalle emozioni.

Giovani, Sud, scuola e Pnrr: sono le quattro direttrici disegnate ieri dal premier per ripartire. Non si può rimettere in moto la macchina «Italia» senza puntare sul Mezzogiorno, le sue eccellenze, i suoi ragazzi e le sue ragazze e la loro formazione. E ovviamente utilizzando «bene, subito e con onestà» i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo il Draghi-pensiero. Nel suo primo appuntamento in una città del Sud, il presidente del Consiglio ha preso un «impegno» con i giovani e con il Mezzogiorno, ma agli studenti, l’Italia del domani, ha affidato il compito di «trasformare» il Paese.

«Dopo anni in cui l’Italia si è spesso dimenticata delle sue ragazze e dei suoi ragazzi – ha detto ai giovani del Cuccovillo – sappiate che le vostre aspirazioni e attese sono al centro dell’azione di governo». Nell’Istituto tecnico superiore, uno dei sette attivati in Puglia ma tra i migliori in Italia per capacità di fornire uno sbocco lavorativo ai propri iscritti, Draghi ha sottolineato l’importanza di «investire nella scuola» come «un dovere civile e un atto di giustizia sociale». Anche per questo, quindi, occorre «riallineare domanda e offerta di competenze» e «abbattere i pregiudizi che ancora ostacolano il talento femminile: una sfida – ha sottolineato – che possiamo vincere solo se partiamo dalla scuola».

Poi, ricordando che il divario tra Nord e Sud ha smesso di restringersi da decenni, Draghi ha ribadito la necessità di investire «con onestà e rapidità» le risorse «senza precedenti» che il Pnrr destina alle regioni storicamente più svantaggiate: «I ritardi nella spesa, che per troppo tempo hanno colpito il Mezzogiorno – avverte – sono un ostacolo alla libertà e una tassa sul futuro dei giovani». Ad accompagnare il premier nella sua visita ieri mattina c’erano il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, e il governatore pugliese Michele Emiliano. La scelta di Bari non è stata casuale, non c’è stato un invito da parte del Comune o della Regione: è stato il premier a voler andare in Puglia. Un segnale importante, Draghi sembra voler dire: «Da qui riparte l’Italia, di qui deve ripartire».

Come? Investendo anche nel capitale umano, quindi nella formazione: ecco perché «un miliardo e mezzo di euro» servirà a dare «ulteriore slancio agli Istituti tecnici superiori», attivandone altri in tutta Italia, solo in Puglia altri tre. «La riforma degli Its, attualmente all’attenzione del Senato dopo l’approvazione alla Camera – precisa Draghi – intende allineare la formazione tecnica superiore alle aree tecnologiche del futuro, come la mobilità sostenibile e le biotecnologie. Vogliamo sia approvata definitivamente nel 2022, insieme alla riforma degli istituti tecnici e professionali». Perché proprio dalla formazione sui «settori più innovativi» dipenderà la sfida delle «due transizioni, quella digitale e quella ambientale».

Il premier ha, però, richiamato i Comuni e le Regioni alle proprie responsabilità: «Le risorse messe a disposizione per il Sud non hanno precedenti nella storia recente. responsabilità è del Governo, ma anche dei Comuni e degli altri enti territoriali. I ritardi nella spesa, che per troppo tempo hanno colpito il Mezzogiorno, sono un ostacolo alla vostra libertà e una tassa sul vostro futuro». L’ultimo pensiero è ancora per il Sud, Bari, il Cuccovillo: «Il vostro istituto, grazie ai suoi risultati, è un punto di riferimento per la Puglia e per gli Istituti tecnici superiori d’Italia. Grazie anche alla formazione tecnica e scientifica di alto livello, questo distretto è diventato un’eccellenza internazionale per la meccatronica. Rappresenta un Mezzogiorno coraggioso e all’avanguardia, in cui convivono i grandi investimenti esteri e le piccole e medie imprese che vogliono crescere, competere, innovare».

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE