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Non sono mancate le polemiche e ci sono volute due ore, ma alla fine di un lungo confronto il Consiglio regionale pugliese all’unanimità, ieri ha approvato la mozione con la quale si chiede al governo Draghi di e al parlamento italiano l’applicazione della legge Scelba per lo scioglimento delle associazioni di matrice fascista. Pur trattandosi di un atto concreto, ha un maggior valore «simbolico» considerando che l’Esecutivo nazionale, dopo i fatti di Roma e l’assalto alla sede della Cgil, sta già affrontando la questione.

E proprio perché la mozione aveva ovviamente un forte connotato ideologico, in Consiglio ci sono state scintille tra la maggioranza e il centrodestra durante la discussione. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno battagliato affinché nel testo si facesse riferimento non solo al fascismo ma «ad ogni totalitarismo» che sia di «matrice fascista o comunista».

Già domenica scorsa il governatore Emiliano aveva annunciato la volontà di portare in Consiglio un testo per pretendere lo scioglimento di movimenti e partiti neofascisti e ieri è stato lui ad aprire il dibattito: «La Puglia – ha detto – ha un orgoglio antifascista forte, radicato. Immaginate che nella strage di Bologna, Bari è la seconda città più colpita come numero di vittime. Eppure prima si commemorava in una stradina collaterale a corso Alcide De Gasperi.

Adesso la commemorazione si fa davanti al Comune e c’è una lapide che ricorda le vittime, perché il fascismo è diventato neofascismo, è ancora qui, è ovunque. Bisogna strappare ragazzo per ragazzo, ragazza per ragazza, strapparli uno per uno a questa piovra che gli racconta la storia al contrario», ha aggiunto. Il governatore ha poi ricordato che «la Regione Puglia, due anni fa, ha iniziato un lavoro certosino con l’Ipsaic di ricostruzione di tutti i luoghi della memoria dell’antifascismo pugliese, che abbiamo presentato oggi, del tutto casualmente, perché evidentemente c’è un destino in tutte le cose. Questa guida sarà distribuita a tutte le scuole.

Noi costruiremo pacchetti turistici per far conoscere ai ragazzi di tutta Italia i luoghi dell’antifascismo pugliese, perché noi siamo orgogliosamente e radicalmente antifascisti. Qui, in questo Consiglio, siamo tutti antifascisti. La radice politica di ciascuno di voi – io lo so – è antifascista. E non dovete aver paura di dire questa parola, perché questa è una bella parola», ha esortato. Intervento che ha indispettito, però, Fratelli d’Italia che ha replicato con il suo capogruppo, Ignazio Zullo: l’esponente di centrodestra ha battuto sul fatto che non solo il fascismo ma tutti i totalitarismi vanno combattuti, accusando Emiliano di voler strumentalizzare la questione.

«Rispetto a un tentativo di strumentalizzazione da parte del presidente Michele Emiliano – ha sottolineato Zullo assieme altri consiglieri di Fdi – siamo riusciti a convincere il Consiglio regionale a dichiarare che la Puglia è contraria al fascismo, al comunismo e ai totalitarismi di ogni matrice ideologica. La mozione a cui la maggioranza dava un senso unico e che aveva inizialmente l’intento strumentale politico di distinguere tra vittime di totalitarismi di serie A e di serie B, è stata resa da Fratelli d’Italia, insieme a tutto il centrodestra, una mozione di condanna a 360 gradi di ogni forma di violenza e di regime». Anche Paolo Pagliaro, capogruppo de «La Puglia Domani», ha evidenziato il «no alla strumentalizzazione politica dei fatti di Roma».

«Le organizzazioni che si ispirano al fascismo – commenta la presidente del Consiglio, Loredana Capone – e lo inneggiano per operare violenza inaudita devono essere sciolte. Lo dice una legge nazionale riprendendo una norma della nostra Costituzione. Al governo e al parlamento oggi il Consiglio regionale della Puglia, tutto, ha chiesto di applicarla con una mozione approvata all’unanimità.

Non faremo un passo indietro verso chi non ha rispetto per i valori della nostra Costituzione, che siano fascisti o di qualsiasi altra matrice ideologica». La mozione approvata sottolinea che «tutte le Istituzioni sono impegnate a denunciare e a condannare ogni forma di violenza che non solo si ponga in maniera lesiva delle norme costituzionali, ma violi i principi e i valori fondamentali a cui tutto il nostro ordinamento si ispira». Inoltre, il «Consiglio regionale esprime piena solidarietà e vicinanza alla Cgil, da sempre impegnata nella tutela dei diritti e della democrazia, agli agenti delle forze dell’ordine e agli operatori sanitari».

E’ stato, invece, bocciato l’emendamento presentato da Forza Italia che chiedeva che il titolo della mozione fosse cambiato: anziché «Richiesta di applicazione della legge Scelba per le associazioni di matrice fascista», Fi avrebbe voluto che fosse aggiunto anche «e di quelle che fanno apologia dei totalitarismi di qualsiasi matrice ideologica». Ma il centrosinistra non ha sostenuto l’emendamento.

«Quello che è accaduto sabato a Roma è inaccettabile. Abbiamo espresso la nostra solidarietà alla Cgil perché l’attacco subito è un attacco alla democrazia. Come istituzione non potevamo restare a guardare, per questo abbiamo voluto dare un segnale chiaro e inequivocabile con la mozione con cui si chiede alla Giunta di sollecitare il governo nazionale nell’applicazione della legge Scelba.

Non c’è difficoltà da parte di nessuno ad affermare che siamo contro tutti i totalitarismi, ma il messaggio che deve partire dal Consiglio regionale della Puglia, soprattutto per le giovani generazioni che hanno assistito alle violenze di sabato, è che condanniamo ogni forma di apologia del fascismo», dice Marco Galante del M5S.

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