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Il virologo assessore, Pierluigi Lopalco

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Pronto a lasciare rinunciando a una delega pesante e delicata.
Potrebbe essere al capolinea l’avventura di Pierluigi Lopalco ad assessore alla Sanità alla Regione Puglia. Nei giorni scorsi il professore ed epidemiologo (prestato alla politica) avrebbe presentato la lettera dimissioni nelle mani di Michele Emiliano. Dimissioni pronte ma non ancora protocollate perchè il presidente gli avrebbe chiesto di rifletterci ancora qualche giorno prima di confermare il suo passo. Lopalco fu chiamato lo scorso anno, prima da tecnico poi da assessore in pectore, alla corte del presidente della Regione Puglia per gestire l’iniziale fase della pandemia e del Covid-19. Lopalco, spesso inviso alla politica e all’apparato regionale della sanità, metteva sul piatto il suo profilo tecnico e scientifico, tra cui l’esperienza di docente universitario, prima a Pisa e ora a Lecce, dopo aver lavorato per dieci anni a Stoccolma nel Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie. Insomma un curriculum di tutto rispetto per affrontare il virus e allestire la macchina sanitaria.

Ma questo lavoro, enfatizzato anche dai media e dal grande schermo – sono arcinote le sue apparizioni televisive in diversi programmi e talk locali e nazionali – non sarebbe bastato a ricucire lo strappo che, secondo i beninformati, si sarebbe consumato negli ultimi tempi tra lui e il governatore. L’epidemiologo non avrebbe condiviso alcune scelte e in altre avrebbe preferito restarne fuori, come l’allestimento dell’ospedale Covid alla Fiera del Levante di Bari, costato milioni e milioni di euro e finito nel mirino della magistratura.

Senza dimenticare l’imminente valzer di nomine nell’apparato sanitario pugliese per quanto riguarda le Asl e gli ospedali. Lopalco resterebbe in ogni caso consigliere regionale: dimettendosi da assessore si accomoderà tra i banchi dell’aula di via Gentile, forte dei suoi oltre 14mila voti che a settembre dello scorso anno gli valsero l’elezione a furor di popolo in Con, la lista civica di diretta emanazione del presidente Emiliano. Emiliano che resterebbe così senza il suo braccio destro, dopo cinque anni in cui – nella prima legislatura – il governatore decise di non nominare mai un assessore alla Sanità avocando a sé la delega.

Se le dimissioni fossero confermate e accettate sarebbe un vero terremoto alla regione Puglia. Con i partiti alla finestra a capire il da farsi e soprattutto a individuare un possibile successore che riesca a condurre la regione fuori dal tunnel del Covid, in previsione della campagna vaccinale sulla terza dose. Insomma, una bella patata bollente proprio nelle ore in cui alla Regione soffierebbero venti di crisi nella maggioranza, dopo lo scivolone della giunta sul piano casa: con il consiglio regionale e la maggioranza di centrosinistra che non ha rispettato il parere contrario dell’esecutivo all’ennesima proroga sulla norma urbanistica.

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