X
<
>

Il murales a Minervino Murge di Geniale e Peloso

Share
2 minuti per la lettura

NEL 1963 scelse il Balcone di Puglia, Minervino Murge e il suo paesaggio, per il film “I Basilischi”, il primo film girato da una regista, che racconta di tre fratelli che scelgono la provincia, il paese all’emancipazione della metropoli romana. E proprio Minervino Murge lo scorso anno le rese omaggio con un murales realizzato, sulla parete del Cinema Moderno, da Daniele Geniale e Bianca Peloso dell’associazione culturale Andriaground APS.

L’allora esordiente Lina Wertmüller aveva l’intento di descrivere una comunità del Sud e il suo rapporto col tempo, coi giorni che passano sempre uguali, col domani, col futuro che appare immodificabile. Ma risale al 1961 la fascinazione per la Puglia: «Stavo andando con Tullio Kezich a trovare Francesco Rosi sul set di Salvatore Giuliano – scrisse – prima di giungere sul posto dove si girava il film, decidemmo di fare un giro in Puglia per visitare alcune cattedrali. Volli passare per Palazzo San Gervasio, il paese natale di mio padre. Fu per me la scoperta di un mondo, di quella parte d’Italia tagliata fuori dalle rotte delle tante guerre e dalla Storia». E in Puglia torna nel 1992 per ambientarvi “Io speriamo che me la cavo”, con protagonista Paolo Villaggio.

A differenza del libro da cui il film è tratto, la pellicola non è ambientata ad Arzano, per ragioni di diritti d’autore, bensì nell’immaginario paesino di Corzano che nei fatti divenne poi Taranto, e il suo borgo antico. Nelle scene iniziali del film, si vede il maestro elementare Marco Tullio Sperelli, interpretato da Villaggio, che mentre si reca in treno dalla Liguria al luogo del suo trasferimento, s’affaccia sul panorama della Taranto Vecchia, facendo così riprendere da corso Vittorio Emanuele II la fabbrica dell’allora Ilva.

Altre scene furono girate ad Altamura e Corato nel barese. La Puglia, Lina, ormai ce l’ha nel cuore e pochi anni dopo la sceglie di nuovo, insieme alla Basilicata, come set per Ninfa Plebea, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Rea, vincitore del Premio Strega 1993.

Il film è girato tra Spinazzola, Palazzo San Gervasio, Montemilone e Craco. In Ferdinando e Carolina, del ’99, la colonna sonora ruota sulle note della “Tarantella del Gargano” pezzo di autore anonimo del periodo, in una versione di Pino de Vittorio. Poi è ancora Taranto per Mannaggia alla miseria, un film per la televisione del 2010, che lascia per via di una questione legata ad una richiesta di pizzo, scegliendo quindi come ambientazione Brindisi.
mtb

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE