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Emma e Francesca Michielin

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Pugliese doc, salentina per la precisione, è a Sanremo per la terza volta. Dopo una vittoria nel 2012 con il brano “Non è l’inferno”, eccola tornare sul palco dell’Ariston con “Ogni volta e così”. Scritta dalla stessa Emma, assieme a Davide Petrella che ne è anche compositore oltre a Dario Faini (Dardust), è una canzone non solo d’amore ma che racconta anche la condizione in cui tante donne possono ritrovarsi.

Emma infatti è sempre stata dalla parte delle donne, in realtà si è sempre esposta per la lotta a favore di tutti i diritti umani. Lo ha fatto nelle piazze, durante i suoi concerti e ora anche dal palco dell’Ariston. Tutti hanno notato il suo gesto femminista nella serata di giovedì e lei chiarisce: «l’ho fatto altre volte, ma su Sanremo c’è una lente d’ingrandimento».

«Io credo che il gesto femminista più importante – racconta – l’ho fatto oltre 10 anni fa, quando per tutti ero una semplice ragazzina che aveva vinto un talent e invece di essere alle prove a Sanremo, ero in piazza del Popolo con Concita De Gregorio per Se non ora quando (movimento a tutela dei diritti delle donne; ndr). Stavolta sul palco l’ho fatto perché mi viene spontaneo, perché ci sta, perché è una cosa forte, perché lo facevano le donne negli anni ‘70, quelle donne che ci hanno rese libere oggi».

«Quindi – aggiunge – è anche un modo per dire grazie a loro, perché se noi siamo libere e possiamo anche permetterci di essere delle puttane, è grazie a voi per tutte le battaglie che avete fatto. E nonostante tutto viviamo in un Paese in cui la donna deve lavorare ancora molto, perché c’è ancora una distinzione tra maschio o femmina, tra artista uomo o artista donna, ci sono ancora un po’ di cose da smuovere. Qualcuno si è indignato, qualcun altro mi ha ringraziato, però insomma, sono dodici anni che lancio gesti dal mio palco con grande orgoglio».

Tutto questo è anche un po’ di ciò che c’è all’interno del suo brano “Ogni volta è così”. «Una canzone – racconta – che aderisce perfettamente al tipo di donna che sono oggi, sfrontatamente felice, sfacciatamente orgogliosa di me stessa, fiera di tutto quello che ho costruito fino ad ora; ecco perché ogni volta che scendo le scale ho un sorriso che mi spacca la faccia».

Nonostante il sorriso della cantante, qualcuno ha definito il suo brano malinconico. Ma Emma sottolinea come sia proprio questo il bello della musica: ognuno percepisce dalle canzoni qualcosa di diverso dall’altro. «La malinconia per me è uno dei sentimenti più nobili – afferma – ed è un sentimento che mi appartiene molto, sono una persona molto malinconica ma nel senso più positivo del termine. Sento quello che canto, l’ho sempre fatto, è questo il modo che ho di affrontare il palco, che sia quello dell’Ariston o quello del karaoke con gli amici».

«Sono contenta perché i complimenti più belli li sto ricevendo dall’orchestra, dai musicisti e per me è l’attestato di stima più grande che potessi ricevere a Sanremo». E a proposito di orchestra, a dirigerla per lei sul palco dell’Ariston è Francesca Michielin. Un’amicizia ma specialmente una stima reciproca le lega. E si nota dagli abbracci che si scambiano ogni volta a fine esibizione.

«Ho la fortuna che a dirigermi ci sia una maestra perfetta – dice Emma – e sono sollevata perché oltre ad essere una maestra a tutti gli effetti, che conosce la musica fino in fondo, è prima cosa una cantante. E vi assicuro che chi non sale sul palco non può capire come vive un cantante il momento dell’esibizione, solo chi fa il nostro mestiere può comprenderlo. Lei lo sa perché è anche il suo mestiere e questa cosa mi rasserena. Perché so quanto lei è meticolosa e vuole farmi avere il meglio, proprio perché è anche una cantante. Quando scendo le scale e vedo lei, io sono già a posto».

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