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Il Pd di Taranto attacca la gestione dell’ex Ilva dopo la comunicazione via WhatsApp della cassa integrazione a 60 lavoratori del reparto Treno Lamiere. Sicurezza, impianti e futuro occupazionale al centro della polemica


Taranto torna al centro della crisi ex Ilva dopo la comunicazione della cassa integrazione inviata via WhatsApp a circa 60 lavoratori del reparto Treno Lamiere, tra cui addetti alla manutenzione e alla sicurezza. La denuncia rilanciata dal Pd ionico parla di una scelta ritenuta umiliante e aggravata dal contesto di forte allarme sugli impianti.

Ex Ilva, la dura reazione del Pd di Taranto


«Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse drammatica», afferma la segretaria provinciale del Pd ionico Anna Filippetti, che definisce gravissimo il modo in cui è stata comunicata la cassa integrazione. Per Filippetti, trattare manutentori e addetti alla sicurezza come una semplice notifica da archiviare sul telefono significa calpestare la dignità del lavoro e delle persone.

L’incidente al Treno Lamiere


La vicenda arriva a pochi giorni da un incidente avvenuto nel reparto Treno Lamiere, elemento che rende ancora più forte la polemica sulla gestione della sicurezza nello stabilimento. Secondo quanto riportato, la risposta aziendale non starebbe puntando sul ripristino delle condizioni minime di sicurezza, ma su uno stop temporaneo per i lavoratori coinvolti.

Ex Ilva di Taranto, le accuse sulla gestione


Filippetti parla di «fallimento totale della gestione dell’ex Ilva», citando impianti deteriorati, sicurezza insufficiente e lavoratori lasciati soli. Nel suo intervento, la segretaria dem sostiene anche che il continuo ricorso alla cassa integrazione senza un piano chiaro alimenti rabbia e sfiducia nel territorio.

La richiesta del territorio


Il Pd ionico chiede chiarezza immediata sul futuro occupazionale, sul piano industriale e sulle condizioni di sicurezza dello stabilimento di Taranto. Sullo sfondo resta una crisi che continua a pesare sull’intera filiera dell’acciaio e sull’economia locale, con nuove tensioni tra azienda, istituzioni e lavoratori.

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