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Il cardiologo Alfonso Sestito

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La Cassazione respinge il ricorso straordinario, condanna definitiva all’ex cardiologo del Gemelli contiguo alla cosca Grande Aracri di Cutro


CUTRO – Diventa definitiva la condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione per l’ex cardiologo del “Gemelli” Alfonso Sestito, il “camice bianco” della cosca Grande Aracri di Cutro. La Corte di Cassazione ha respinto anche il ricorso difensivo straordinario. Il professionista dovrà scontare il resto della pena in carcere. Gli avvocati Salvatore Staiano e Gregorio Viscomi avevano rilevato che nella pronuncia del giugno scorso la Cassazione aveva omesso di trattare alcuni aspetti. Ma la Seconda Sezione della Suprema Corte ha rigettato il ricorso.

LE ACCUSE

Tra le accuse il trattamento di favore riservato dal professionista cutrese – poi sospeso dal Policlinico di Roma – al boss Nicolino Grande Aracri e ai suoi affiliati. La dimestichezza tra il cardiologo e la famiglia di ’ndrangheta emerge dall’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa, contestatagli nel processo scaturito dall’inchiesta che nel gennaio 2020 portò all’operazione “Thomas”.


TERMINALE ECONOMICO

Regge l’impianto accusatorio della Dda di Catanzaro e della Guardia di finanza di Crotone, che hanno già sequestrato un tesoretto da sette milioni al “terminale economico” della cosca. Sestito attuava investimenti imprenditoriali nel campo del turismo in stretta collaborazione col fratello del boss, l’avvocato Domenico Grande Aracri, tramite compagini societarie loro riconducibili, “Camelia” e “Domus re consulting”.
Il medico è stato condannato anche per aver prodotto attestazioni cliniche che influivano sui giudizi di incompatibilità carceraria. Ma è stato assolto per la tentata estorsione ai danni di Romolo Villirillo, cui era attribuita la malversazione dei proventi della cosc


HONG KONG

Le società “Camelia” e “Domus Re Consulting” erano rappresentate da Giancarla Sestito, moglie del cardiologo. La Guardia di finanza ha accertato che un bonifico di 400.000 euro fu disposto da un certo Amedeo Chiari tramite la filiale di Hong Kong della banca HSBC. Parliamo della famigerata Hong Kong Shanghai Bank Corporation coinvolta, tra l’altro, nel riciclaggio dei soldi provenienti dal traffico di droga del cartello messicano di Sinaloa e di quello colombiano del Norte del Valle. A Chiari il clan arriva perché è vicino al bergamasco Luciano Pedercini, amministratore di Camelia, a sua volta vicino all’avvocato Grande Aracri.

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PORTO KALEO

Camelia, di cui erano soci l’avvocato Grande Aracri e il medico Sestito, acquistò all’asta, appunto per 400mila euro, il terreno confinante tra il condominio del vilaggio Porto Kaleo e il resort. Mentre la Domus re consulting rilevò la gestione residenziale del villaggio San Francisco di Le Castella, soppiantando la cosca Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Molte vicende sono state ricostruite grazie all’apporto del testimone di giustizia Giovanni Notarianni, il titolare di Porto Kaleo, che denunciò il giogo mafioso delle cosche Mannolo e Grande Aracri sul turismo, facendo da apri pista ad altri imprenditori che si sono poi ribellati al racket. Notarianni si era costituito parte civile in qualità di persona offesa privata e di rappresentate legale di Alberghi del Mediterraneo. I giudici hanno condannato l’imputato a risarcire la parte civile, determinando il quantum in sede civile.


LE INTERCETTAZIONI

A supporto della tesi accusatoria ci sono le rivelazioni dei pentiti ma anche affermazioni provenienti dalla viva voce di Sestito. Ecco cosa diceva in un colloquio intercettato mentre si trovava a Reggio Emilia (dove fu sequestrato uno dei suoi studi privati, l’altro è a Cutro). «Arriva mia sorella all’ingresso del Gemelli con dieci persone a seguito, lui si accorge del poliziotto e dice: “Dottò, io sono Nicola Grande Aracri, piacere, come funziona” … mi hanno detto della stanza, il reparto è là e lo mettono qua… dico io al collega… ma come ragioni? Perché l’hai messo qua? Ah, no, qua è occupato… poi liberano la stanza dall’altra parte, lo metto là». Ospedale o hotel a cinque stelle? «Era una stanza super nuova, due letti, aria condizionata, di lusso, dopo gli hanno dato una stanza da schifo».

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