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Marco Ferdico, ex capo ultra della curva interista e adesso collaboratore di giustizia

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Nuovo scossone nell’inchiesta “Doppia Curva” che sta facendo luce sui presunti legami del tifo organizzato con la ’ndrangheta: Dopo Andrea Beretta si pente anche il suo ex vice Marco Ferdico, che tira in ballo anche il sorianese Simoncini: “Per accreditarsi per l’omicidio Boiocchi mi disse che aveva partecipato ad un omicidio a Soriano”


VIBO VALENTIA – Nuovo terremoto nell’inchiesta “Doppia Curva” che sta facendo luce sui presunti legami del tifo organizzato con la ’ndrangheta: Dopo Andrea Beretta si pente anche il suo ex vice Marco Ferdico, mettendo a disposizione dei magistrati una serie di dichiarazioni, tra cui anche quelle che parlano di Pietro Antonio Simonicini, di Soriano Calabro, che potrebbero contribuire ad ampliare il quadro investigativo sui rapporti tra tifo organizzato, criminalità organizzata e gestione degli affari economici legati allo stadio. Ad anticipare la notizia è stato Corriere della Sera.

I primi verbali, depositati nel processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico leader della Curva Nord dell’Inter assassinato il 29 ottobre 2022, contengono numerosi omissis, ma lasciano emergere particolari inediti che gli investigatori sono ora chiamati a verificare.

Marco Ferdico è stato ascoltato il 30 maggio dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Milano Stefano Ammendola e Paolo Storari, insieme al sostituto procuratore nazionale antimafia Giovanni Musaró. Solo due giorni prima, durante un’udienza del processo per l’omicidio Boiocchi, aveva sorpreso tutti ammettendo pubblicamente le proprie responsabilità: «Ho fatto un’azione per Beretta, Boiocchi aveva ragione. Non chiedo scusa alla famiglia perché non esistono scuse per quello che ho fatto», aveva dichiarato in aula.

FERDICO RACCONTA L’OMICIDIO BOIOCCHI

Con riguardo all’omicidio Boiocchi, il neo collaboratore di giustizia riferisce ai pm e inquirenti due circostanze di rilievo: in primo luogo il fatto che “Nepi era impaziente di eseguirlo. Più volte veniva da me dicendo “quando lo facciamo? quando lo facciamo”, e lo stesso faceva con Beretta. Nepi faceva ciò in quanto poi intravedeva la possibilità di ricavare degli utili dalla gestione della curva, pertanto non credo che Nepi abbia avuto un ruolo secondario nell’omicidio Boiocchi. Faccio presente che Nepi addirittura dopo un iniziale diniego aveva detto che era disponibilissimo a mandare messaggi agli esecutori dell’omicidio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa”.

I RAPPORTI TRA FERDICO E I CALCIATORI DELL’INTER

Nel corso del verbale. Ferdico si sofferma anche sui presunti rapporti col calciatore dell’Inter Federico Di Marco, il quale in occasione dello scudetto della seconda stella avrebbe promesso, al pentito e a Beretta, un anello con un brillante. “Anzi – aggiunge – preciso che io sono andato da Andrea Opi, che è il manager di del calciatore, chiedendo quando questi faceva un presente alla curva e lui mi ha risposto che era pronto a regalare a me, ad Antonio Bellocco (reggente dell’omonimo clan di Rosarno, ucciso da Beretta nel 2024, ndr) e a Beretta tre anelli con il brillante, che del resto aveva fatto come regalo a tutta la squadra”.

E Di Marco si sarebbe lamentato – per il tramite dell’agente – con Ferdico  perché “voleva un coro nuovo per lui, affermando che quello fatto a Calhanoglu era particolarmente bello mentre il suo lo era meno e ciò lui non lo meritava in quanto era di Milano e giocava da tanti anni nell’Inter”.

Il pentito parla anche di Nainggolan che “aveva regalato due Rolex a Claudio Gemello” e rivela di essere stato “in ottimi rapporti con Calhanoglu” con cui avrebbe anche “progettato di andare a fare le vacanze insieme”, nonché di essere andato “da lui in Germania per vedere una partita Olanda-Turchia dove fu tutto pagato da lui, albergo compreso”.

IL PENTITO TIRA IN BALLO ANCHE SIMONCINI DI SORIANO

Che l’inchiesta “Doppia curva” portasse a Soriano era emerso in precedenza ma adesso Ferdico, che ha militato per un breve periodo nella locale squadra di calcio del paese del Vibonese, può aggiungere altri particolari come quanto tira in ballo il sorianese Pietro Antonio Simonicini, padre della sua ragazza, accusato, insieme ad altri, dell’omicidio Boiocchi, affermando che quando gli propose di commettere il delitto gli avrebbe chiesto se “se ne intendeva di azioni di questo tipo e lui, per accreditarsi, mi ha detto che a Soriano aveva partecipato in qualche modo all’uccisione di un soggetto. Dopo l’omicidio Boiocchi, visto quello che era accaduto, io ho parlato con Simoncini dicendogli che non mi sembrava che lui fosse stato particolarmente esperto e lui allora ha modificato la versione della sua partecipazione all’omicidio in Calabria dicendo che lui non aveva sparato, ma aveva semplicemente accompagnato gli autori dell’omicidio”.

LO SCONTO SUL PREZZO DELLA BIRRA NELLO STADIO

Le dichiarazioni affrontano anche la gestione degli interessi economici all’interno dello stadio. Ferdico sostiene che, dopo un aumento del prezzo della birra nei punti ristoro di San Siro, le due curve avrebbero minacciato un boicottaggio delle attività commerciali. La protesta si sarebbe conclusa con un accordo che prevedeva una riduzione del prezzo delle consumazioni riservata agli ultrà e la consegna di denaro e buoni birra, successivamente convertiti in denaro.

Tra gli altri episodi emerge una conversazione con esponenti della Curva Sud durante la presentazione di un disco dei Club Dogo. Ferdico descrive uno scambio di battute dai toni pesanti sui rispettivi episodi di violenza che avrebbero segnato la storia delle due tifoserie. Racconta inoltre che Luca Lucci, una volta venuto a conoscenza di quelle frasi, lo avrebbe rimproverato sostenendo che «le persone serie non parlano di queste cose».

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