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Bruxelles, 26 mar. (askanews) – L’Italia appoggia la proposta della Commissione, poi modificata dalla presidenza del Consiglio Ue, di continuare il regime a dazi zero per le importazioni agricole dall’Ucraina, ma aggiungendo un meccanismo di salvaguardia (un “freno di emergenza”) per uova, zucchero e pollame, a cui sono stati aggiunte miele, mais, avena e semola. Nella proposta originaria, il meccanismo scatterebbe, con l’imposizione di dazi, se le importazioni superassero i volumi degli anni 2022-23.
Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, parlando con la stampa a margine del Consiglio Agricoltura dell’Ue, questo pomeriggio a Bruxelles.

“Oggi abbiamo ribadito al ministro dell’Agricoltura ucraino (che ha partecipato alla discussione in Consiglio Ue, nsr), che per noi l’appoggio alla causa Ucraina è un appoggio nel nome della libertà, bene supremo e prezioso; ma ci sono delle questioni di equilibrio che devono essere trovate anche a tutela dei nostri agricoltori”, ha spiegato Lollobrigida.

“Noi abbiamo approvato oggi il compromesso trovato, sul quale sta ancora lavorando la Presidenza belga” di turno del Consiglio Ue, “che abbiamo avuto modo di incontrare nel pomeriggio, proprio per fare il punto. Abbiamo anche incontrato – ha riferito il ministro italiano – la Francia nei giorni scorsi e nelle ultime ore ci siamo incontrati con Cipro, la Grecia, la Croazia, la Slovenia e la Spagna, per discutere una posizione comune. Perché l’Europa ha necessità, in queste dinamiche, di muoversi insieme, a tutela ovviamente della propria produzione, dei propri imprenditori”. Ma comunque “tenendo presente la causa Ucraina di chi oggi combatte per se stesso, per le proprie famiglie, ma anche per la libertà dei popoli che rischiano la stessa sorte degli ucraini”.

“Su questa posizione chiarissima – ha spiegato Lollobrigida – si sta adesso elaborando un compromesso, per dare un riscontro alle richieste di equilibrio dei prezzi nel mercato interno europeo, senza danneggiare però in maniera eccessiva l’Ucraina. Quindi l’Italia – ha aggiunto il ministro – si è resa protagonista anche in questo caso di una proposta, ed è un contributo che attendiamo sia recepito da parte della presidenza di turno belga. Quindi aspetteremo la proposta della presidenza belga; noi sosteniamo – ha ribadito – la proposta di compromesso”.
A un giornalista che chiedeva quali modifiche potrebbero essere inserite nella nuova proposta di compromesso, che dovrebbe essere discussa domani dal Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue (Coreper), Lollobrigida ha risposto: “Siccome è in via di elaborazione e il tema è delicato, preferirei che la annunciasse la presidenza belga”.

Secondo fonti Ue, la Francia in particolare ha chiesto che sia aggiunta anche l’annata 2021 al periodo per il quale sono presi in conto i volumi delle importazioni per calcolare la soglia oltre la quale scatterebbe il “freno d’emergenza”, e che sia incluso anche il grano tra i prodotti sottoposti al meccanismo di salvaguardia. Il 2021 è stato un anno con un volume ridotto di importazioni dall’Ucraina, e prenderlo in conto abbasserebbe dunque la soglia per far scattare i dazi.

L’Italia, da parte sua, non sarebbe favorevole all’inclusione del grano tra i prodotti presi in considerazione.

La presidenza belga, secondo le fonti, potrebbe proporre domani di estendere a metà del 2021 la base per il calcolo della soglia delle importazioni oltre la quale si applicherebbero i dazi, e non avrebbe intenzione di includere anche il grano tra i prodotti sottoposti al meccanismo di salvaguardia.

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