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Scanzano, Nicola Scarascia legato e strangolato. È morto per asfissia, il cadavere presentava segni sui polsi. Ci sarebbero due sospettati.


Portato con la forza in auto, legato e strangolato. Sarebbe morto per asfissia. L’esame autoptico eseguito all’ospedale di Policoro dal medico legale Sara Sablone sul corpo di Nicola Scarascia – l’autotrasportatore 52enne scomparso l’8 maggio e ritrovato martedì nel canale Fosso Valle di Scanzano Jonico, nel Materano – potrebbe segnare una svolta nell’inchiesta della Procura di Matera coordinata dal pubblico ministero Annunziata Cazzetta.

 Secondo quanto trapelato, i controlli sul cadavere, dilaniato dagli animali selvatici presenti nella zona, escluderebbero patologie cardiache o infarti, così come ferite da arma da fuoco o da taglio. L’ipotesi che avanza, dunque, sarebbe quella di una morte per strangolamento a opera di qualcuno che lo avrebbe incontrato, o meglio atteso, nei pressi della casa di famiglia di Scarascia nel quartiere di Santa Sofia, venerdì scorso. La morte dell’uomo risalirebbe al giorno stesso della sua sparizione.

I SEGNI SUI POLSI DI NICOLA SCARASCIA CHE SAREBBE STATO STRANGOLATO: IL SOSPETTO DI SEQUESTRO E OMICIDIO

Il cadavere, da quanto emerge, presenterebbe inoltre segni sui polsi, un dettaglio che suggerisce agli inquirenti che la vittima potrebbe essere stata immobilizzata e trasportata con la forza prima di morire. Sarebbe stato ucciso altrove e poi portato sul luogo del ritrovamento, alle spalle della linea ferroviaria Metaponto-Sibari. Elementi che, se confermati dalla relazione finale del medico legale, spingerebbero gli investigatori della Procura verso l’unica pista del delitto. I carabinieri della Compagnia di Policoro, guidati dal maggiore Roberto Rampino, stanno analizzando i tabulati telefonici e i movimenti bancari.

LE INDAGINI SULLE TELECAMERE E I DUE SOSPETTATI

L’obiettivo è coprire il buco temporale di quattro giorni tra la scomparsa e il ritrovamento, chiarendo se il 52enne sia stato ucciso sul posto o se il corpo sia stato occultato nel canale in un secondo momento. Sembrerebbe che Scarascio prima di sparire nel nulla si sarebbe recato verso la stazione per incontrare qualcuno che conosceva. Gli investigatori stanno analizzando anche i video delle telecamere sia pubbliche che private presenti nella zona dell’ultimo avvistamento. Restano oscuri, al momento, i motivi che lo hanno condotto alla morte. Ufficialmente non ci sarebbe indagati, ma ci sono almeno due persone sospettate di aver ucciso Scarascia. Per ora solo ipotesi che devono essere supportati da elementi probatori. Sembra, comunque, che gli investigatori abbiano imboccato in poco tempo la pista giusta per far chiarezza sull’intricata vicenda.

NICOLA SCARASCIA SAREBBE STATO STRANGOLATO: IL MISTERO DEI CANI MOLECOLARI A SCANZANO E IL POSSIBILE ALLONTANAMENTO IN AUTO

I militari, dopo aver ispezionato l’abitazione e l’auto dell’uomo – una Volvo scura con targa tedesca rimasta parcheggiata a pochi metri dalla casa – senza rilevare elementi utili, avevano richiesto l’intervento delle unità cinofile. I cani molecolari, tuttavia, avevano perso le tracce del 52enne a poche decine di metri dal portone.

È proprio questo uno dei dettagli che infittisce il giallo, unito all’esito dei rilievi affidati ai cani molecolari: gli animali sono infatti riusciti a fiutare la pista di Scarascia solo per pochi metri fuori dal portone, un’interruzione brusca che spinge, per questo motivo, gli investigatori a ipotizzare un allontanamento a bordo di un’altra autovettura. Il 52enne non può essersi allontanato a piedi, o con mezzi propri. Chi lo aspettava e perché?

Per questo gli inquirenti hanno visionato i filmati di tutte le telecamere di sorveglianza nella zona, a caccia di dettagli o passaggi di mezzi sospetti. Si cercano tracce biologiche e i tabulati delle ultime chiamate per fare luce su un presunto delitto che non può restare impunito. Scarascia era originario di Scanzano Jonico, ma viveva da anni in Germania. Venti giorni fa era tornato in paese per aiutare la sorella in alcuni lavori edili, lasciando la moglie e la figlia, che sono state tra le prime a lanciare l’allarme dopo diverse ore di interruzione della sua linea telefonica.  Il caso Scarascia continua ad essere fitto di ombre e interrogativi.

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