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Rocco Casaletto e Giuliana Scarano

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A Potenza rischio tagli a trasporti, mense, asili e assistenza per mancanza di fondi regionali. Cgil: «Servono risorse subito per evitare crisi sociale e occupazionale»


POTENZA – La Regione non ha ancora finanziato Potenza e questo comporterà la cancellazione dei servizi offerti dalla città capoluogo. Continua la polemica lanciata dagli amministratori comunali, in prima linea il sindaco Vincenzo Telesca, raccolta in questo caso dai segretari di Fp Cgil Potenza e Filcams Cgil Potenza, Giuliana Scarano e Rocco Casaletto, che in una nota affermano: «L’assenza di un sostegno concreto nel Defr (Documento di Economia e Finanza Regionale, ndr) della Regione Basilicata, se non con un ordine del giorno che prevede un mero impegno futuro, rischia di gettare la città di Potenza in una deriva pericolosa».

MANCANZA DI FONDI REGIONALI, RISCHIO TAGLI A POTENZA, INSORGE LA CGIL

«Per questo chiediamo che si proceda subito a stanziare risorse regionali destinate al capoluogo di regione, che svolge una funzione di servizio per l’intero territorio, al fine di garantire la piena continuità dei servizi, la qualità delle prestazioni e la salvaguardia dei posti di lavoro, evitando che i costi della riduzione dei finanziamenti ricadano sui soggetti più deboli. Il taglio dei servizi preannunciato in sede di approvazione del Bilancio di Previsione 2026-2028 del Comune di Potenza, conseguenza della Procedura di Riequilibrio finanziario pluriennale (Prfp) avviata nel 2022, rischia di materializzarsi a seguito della approvazione del Dfr 2026/2028 della Regione Basilicata. Tagli a servizi essenziali, a partire dal trasporto pubblico locale, al servizio di trasporto scolastico, alla mensa, all’assistenza domiciliare Sad e ai servizi educativi, asili nido e assistenza all’autonomia e comunicazione agli alunni con disabilità».

FONDI MANCANTI, CGIL: «SITUAZIONE POTENZIALMENTE ESPLOSIVA»


«Scelte – aggiungono – che rischiano di produrre conseguenze pesanti sull’intera collettività, con impatti sul piano sociale, educativo e occupazionale. Una riduzione che trae origine dalla diminuzione dei trasferimenti e delle risorse regionali destinate al capoluogo, che costringe l’amministrazione comunale a operare tagli su servizi essenziali. Eppure il rafforzamento degli enti di prossimità dovrebbe essere una priorità, in tutti i settori. Esprimiamo tutta la preoccupazione per una situazione potenzialmente esplosiva. L’assenza di risorse non ha consentito al Comune capoluogo di regione di accedere alle possibilità offerte dal disegno di legge 25 del 2025, cosiddetto decreto Pa, che avrebbe potuto garantire ulteriori stanziamenti finalizzati all’assunzione di personale e all’incremento delle retribuzioni. Il Comune, infatti, pur avendo, in astratto la possibilità di incrementare, in base alla norma, le capacità assunzionali, non può accedervi, non avendo capacità proprie di bilancio».

SCENARIO PREOCCUPANTE

«Le politiche del personale – dichiarano Scarano e Casaletto – sono pertanto limitate e mentre si prova a dare una risposta alle fragilità individuali e collettive in una regione a rischio povertà e contrapposizione sociale attraverso le stabilizzazioni del personale operante presso l’unità di Direzione servizi alla persona e ufficio di piano, chieste con forza dalla Fp Cgil, ci si trova di fronte ad uno scenario preoccupante. Il Comune di Potenza soffre una pesante e strutturale carenza di personale, aggravata da pensionamenti e uscite volontarie da dimissioni, che coinvolge tutti i settori. La situazione sta compromettendo la qualità dei servizi pubblici e sovraccaricando i dipendenti rimasti»

CGIL CHIEDE ALLA REGIONE DI STANZIARE SUBITO I FONDI


«I Comuni – sostengono i due dirigenti sindacali – sono veri enti di prossimità, sono le amministrazioni più vicine a cittadini e imprese nell’erogazione dei servizi e negli ultimi anni si sono trovati a gestire una mole inedita di risorse e relative progettualità. Ma devono fare i conti con una carenza di personale che, come abbiamo denunciato nei giorni scorsi, potrebbe ulteriormente aggravarsi nei prossimi anni»

IL PESO DELLE RETRIBUZIONI BASSE

«Pesano le retribuzioni più basse, in un gap salariale con le altre pubbliche amministrazioni, ma anche le prospettive di crescita professionale, temi che sono in questo momento al centro del confronto con Aran per il rinnovo dei Contratto collettivo nazionale del lavoro. I continui tagli dei trasferimenti agli enti locali si sono tradotti in tagli al welfare universalistico, agli investimenti e ai servizi pubblici che si scaricano per intero sulle fasce più deboli, già brutalmente impoverite da un’inflazione che negli ultimi quattro anni ha determinato una drammatica riduzione del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni».

DA SETTEMBRE MENO RISORSE DA RIPARTIRE


Scarano e Casaletto avvertono: «A settembre ci saranno meno risorse per ripartire con l’anno educativo degli asili nido, dei servizi di assistenza domiciliare, di quelli di supporto per integrazione e inclusione forniti dagli asacom (Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione, ndr) agli studenti diversamente abili nonché delle mense scolastiche vero presidio sociale a garanzia del diritto allo studio. A rischio è sicuramente l’equilibrio sociale delle famiglie, ma non meno la condizione dei lavoratori impiegati in questi servizi. Meno risorse disponibili significa meno ore di lavoro e minori spettanze stipendiali, meno tutele e un ulteriore impoverimento delle condizioni generali di lavoro».

CGIL SULLA MANCANZA DI FONDI A POTENZA: «A PAGARE LO SCOTTO SARANNO I LAVORATORI»

«A pagare lo scotto del mancato sostegno finanziario al Comune di Potenza saranno i lavoratori, sia quelli pubblici che quelli privati dei servizi esternalizzati e, come sempre, i bambini, gli anziani, i non autosufficienti e le famiglie con reddito basso. Come Cgil riteniamo inaccettabile quanto sta accadendo. Chi, avendone la possibilità, sceglie di non evitare tutto ciò, si assume una grande responsabilità politica», concludono i sindacalisti.

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