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Dal dibattito politico in corso emerge che nella nostra Regione l’alleanza tra Il Pd e l’UDC, data la diversità dell’elettorato di riferimento, non può essere strategica bensì limitata nel tempo e finalizzata a battere Berlusconi. Questo dato da una parte impedisce al Pd una deriva verso destra, che il popolo delle primarie non capirebbe ne apprezzerebbe, e dall’altra, se, dopo Berlusconi, Casini torna nel centro destra, si sancisce una volta per tutte l’inesistenza di quel centro politico autonomo tante volte evocato anche a Bologna. Se invece l’UDC si integrasse con il PD condividendone il progetto di società, ipotesi molto azzardata in quando il cattolicesimo democratico, elemento fondante del Pd, dal punto di vista culturale è molto diverso dal cattolicesimo tradizionale spina dorsale dell’UDC, il risultato finale, cioè l’infondatezza politica del centro, non cambia.

Pietro Aceto, Cosenza

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