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Un controllo dei carabinieri in un frantoio

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VIBO VALENTIA – I carabinieri del Comando Provinciale, del Gruppo Forestale e del Nil di Vibo Valentia, hanno condotto una serie di controlli nell’ambito delle attività imprenditoriali operanti nel settore oleario. L’avvio della stagione della raccolta delle olive rende particolarmente importante il monitoraggio dei numerosi frantoi presenti nella provincia in quanto le varie fasi di lavorazione e trasformazione della materia prima devono, oltre ad essere autorizzate, rispondere a specifici criteri fissati dalle normative ambientali e di settore.

All’esito delle verifiche sin qui effettuate dai militari, coordinati dalla Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, è stata riscontrata, in due casi, la presenza di condotte artigianalmente realizzate (i cosiddetti bypass) finalizzate allo scarico nel terreno delle acque di vegetazione in modo con conforme alle norme vigenti. Condotte che potrebbero integrare la fattispecie di abbandono di rifiuti. In un frangente, oltre alla totale assenza di qualsiasi autorizzazione all’esercizio dell’attività è stata rilevata la realizzazione, in un’area attigua, nella disponibilità del titolare del frantoio, di un laboratorio per la produzione di pellet relativamente al quale non è stata fornita alcuna documentazione autorizzativa. In questo caso è stata, quindi, contestata anche l’immissione incontrollata di fumi nell’atmosfera. Riscontrata anche la presenza, complessiva, di tre lavoratori non regolarmente assunti.

Il bilancio dei controlli, in attesa degli approfondimenti e verifiche che la Procura vorrà disporre, al momento è quindi di due persone segnalate all’autorità giudiziaria per le presunte violazioni alle norme ambientali, il sequestro delle opere realizzate per lo scarico diretto nel suolo dei residui di lavorazione e nel caso più grave, in attesa degli ulteriori accertamenti, si è proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale con il contestuale sequestro di circa 200 chili di pellet e quasi un quintale di nocciolino di ulivo. Sono state elevate anche sanzioni amministrative per 15.000 euro circa.

Dopo la campagna di controlli ai depuratori della scorsa primavera, a riprova di un autentico interesse per la tutela ambientale, continua l’impegno dei carabinieri, secondo precise linee guida più volte ribadite dal Comandate della Legione e della Procura di Vibo Valentia che da tempo è impegnata in un’opera di sensibilizzazione sul tema e di contrasto ad ogni forma di illegalità a tutela della salute e a salvaguardia del territorio.

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