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Giuseppe Barilaro

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Per il ministro Piantedosi sono state accertate infiltrazioni mafiose nel comune di Acquaro che è stato sciolto, l’ente era guidato da Giuseppe Barilaro. Si attendono le decisioni su Capistrano

ACQUARO – “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, in considerazione delle comprovate ingerenze da parte della criminalità organizzata, che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Acquaro e l’affidamento della gestione dell’amministrazione comunale a una commissione straordinaria per un periodo di diciotto mesi”.

La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi e di fatto conclude l’attività amministrativa guidata dal sindaco Giuseppe Barilaro, eletto nella tornata del 20 e 21 settembre 2020, che era al suo terzo mandato consecutivo. La decisione del Cdm era attesa proprio in questi giorni, dopo che la commissione di accesso agli atti, inviata al Comune il 5 dicembre del 2022 dall’allora prefetto Roberta Lulli, aveva terminato prima di questa estate la sua attività investigativa che era stata, tra l’altro, soggetta ad una proroga di tre mesi rispetto ai tre iniziali.

PRESUNTE INFILTRAZIONI MAFIOSE AL COMUNE DI ACQUARO, SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE

L’organismo – composto dal viceprefetto Roberto Mincucci, dal dirigente del Commissariato di Serra San Bruno, Valerio Lapietra, e dal tenente Giuseppe Filannino, del Comando provinciale della Guardia di Finanza – ha quindi svolto i dovuti accertamenti per verificare l’esistenza o meno di forme di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso che potevano aver compromesso dal 2020 ad oggi il prosieguo del buon andamento, l’imparzialità e il giusto funzionamento dei servizi dell’amministrazione comunale.

Il sindaco Barilaro nell’ultima consultazione aveva ottenuto un’affermazione plebiscitaria e fin dall’insediamento della commissione aveva dato piena collaborazione “affinché si concretizzi una attività ispettiva quanto più possibile chiarificatrice. Nei prossimi giorni chiederò al prefetto Lulli e alla commissione di essere audito per manifestare piena ed assoluta disponibilità per contribuire alle iniziative che si renderanno necessarie”. Ma adesso, lo stesso ormai ex primo cittadino ha preferito declinare ogni richiesta di commento in quanto è sua intenzione leggere prima le motivazioni e, nel caso, proporre ricorso alla magistratura amministrativa.

Si attendono adesso le determinazioni sempre del consiglio dei ministri su un altro comune nel quale ha operato la commissione di accesso inviata, il 19 dicembre del 2022, sempre dal prefetto Roberta Lulli: Capistrano. Decisione che potrebbe avvenire già alla prossima riunione del Cdm.

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