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Uno dei giardini del Villaggio Gioia del Tirreno

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L’appello al Governo dell’associazione Porcinai dopo che sul Sole 24 Ore è apparso l’annuncio di “svendita”, il villaggio “Gioia del Tirreno” si vende alla cifra base di appena 1.282.500 euro


La bellezza inselvatichita che resiste al degrado, al largo i pescatori sui gozzi chiamati “Evviva Maria”, il profondo blu di Nicotera Marina (Vibo Valentia), sotto il paese che guarda alla Piana: qui resiste contro tutti i tentativi dell’uomo l’ex Villaggio Valtur, sul cui destino si scrive in questi giorni un’altra puntata. L’annuncio è apparso sul Sole 24 Ore: il gioiello paesaggistico viene messo in vendita alla cifra base di appena 1.282.500 euro.
Ecco un altro luogo da salvare, nel cuore della Costa degli Dei. Una storia che potrebbe fare giustizia di tutte le campagne sul turismo in Calabria. Hai voglia a fare manifesti, a creare lo slogan giusto per bucare i social. Chi siamo e che cosa facciamo se non riusciamo a difendere questo patrimonio creato dal paesaggista Pietro Porcinai e dell’architetto Pier Filippo Cidonio? A denunciarlo è proprio l’associazione intitolata all’illustre fiorentino che disegnava il verde, le cui opere – giardini, ville, cortili, serre – godono di ben altra protezione in giro per l’Italia. Quello che fino al 2011 si chiamava “Villaggio Gioia del Tirreno” – 1200 posti letto, 500 dipendenti – è chiuso dal 2011.

Villaggio Gioia del Tirreno ora in svendita: La lettera al ministro Sangiuliano

Scrive infatti l’associazione “Porcinai” al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, con in copia le Soprintendenze: «Le esprimiamo la nostra preoccupazione e il nostro allarme per le sorti di un bene sottoposto a tutela negli anni passati e che rischia di essere svenduto e di finire in mani per niente affidabili». L’associazione ricorda che già un anno fa veniva segnalata al Ministero l’urgenza di adempiere agli obblighi di tutela previsti.
L’appello ha raccolto l’adesione di altre organizzazioni e associazioni sul territorio, da “Trame” a “Libera Calabria”, a “DaSud”.
L’associazione “Porcinai” sottolinea: «Nell’avviso della messa in vendita, si ricorda la possibilità del diritto di prelazione da parte della Pubblica Amministrazione. Proprio in virtù della dichiarazione di interesse culturale che dovrebbe tutelarlo e che con la presente la invitiamo ad esercitare. Non è quindi il momento di indugiare e assistere inerti al degrado e alle possibili manovre dettate da interessi di natura criminale. Bisogna prendere piena consapevolezza dei pericoli che la vicenda ex Valtur segnala, per la tutela dei diritti costituzionali fondamentali».

Villaggio Gioia del Tirreno, “Un luogo carico di storia” ora in svendita

Il pesante riferimento è all’interesse che le cosche del Vibonese mostrarono in passato. Volevano mettere le mani sull’ex Villaggio Valtur, una circostanza emersa nel corso del processo “Rinascita-Scott” nell’aula bunker di Lamezia Terme. Nuccio Iovene, presidente di “Trame”, la Fondazione lametina che organizza ogni mese di giugno il Festival dei libri antimafia, racconta la sua preoccupazione: «Abbiamo saputo della vendita dal ‘Sole’. È assurdo che un luogo così carico di storia, con un potenziale economico e culturale enorme per questo territorio, sia così trascurato. Nel 2022 abbiamo fatto un appello alla Regione, oggi scriviamo al governo. La nostra edizione numero 13 sarà dedicata alla Memoria, ecco un luogo che non possiamo dimenticare».
Un luogo peraltro vietato agli stessi cittadini, sia nei formidabili anni in cui funzionava, fino al degrado di oggi. A metterlo in vendita il fondo “Hospitality & Leisure”: il bene entrò nel fallimento della Valtur ed ha avuto da allora vari passaggi di proprietà, non tutti comprensibili.

Le rivelazioni al processo Rinascita-Scott

Il villaggio è citato in molte intercettazioni agli atti del processo imbastito da Nicola Gratteri ai tempi in cui era procuratore generale di Catanzaro. L’avvocato Giancarlo Pittelli, ex parlamentare di Forza Italia, esponente di una Loggia massonica coperta, ne tratta la vendita e sembra chiedere l’autorizzazione ai Mancuso: «Non è una cosa semplice, devi avere l’autorizzazione…». In un’altra fase, offre l’area in vendita agli stessi Mancuso. E stiamo parlando di cifre superiori a quelle fissate nell’annuncio apparso sul più diffuso dei quotidiani economici italiani. Pittelli è stato poi condannato a 11 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
L’onorevole Anna Laura Orrico (M5S) ha fatto un’interrogazione parlamentare: «C’è il rischio di demolizioni parziali o totali del complesso, di nuove costruzioni intensive e di interventi disorganici». In Senato è pronto ad intervenire Nicola Irto, segretario regionale del Pd.

Gli studenti arrivano dall’Australia

Porcinai pensò a «un ampio e rigoglioso giardino, creato dal nulla in una zona arida, un grande insediamento turistico su un’area adibita in passato ad aeroporto militare». L’architetto alzò una doppia duna di sabbia per proteggere le case del villaggio e la piscina. Le stesse dune separavano i vari ambienti all’aperto. Ma la sua più bella intuizione fu quella di distribuire quindicimila piante nei quindici ettari di questo piccolo paradiso, uno dei tanti luoghi magici della Calabria, uno dei troppi luoghi del turismo che hanno scatenato gli appetiti delle cosche. Nuccio Iovene dice: «Arrivano ancora universitari dall’Australia per visitare quel che resta del Villaggio, Porcinai è studiato in tutto il mondo».
Va sposata l’insistenza dell’associazione fiorentina, che offre un riferimento decisivo: un gruppo di lavoro della Sovrintendenza e del Segretariato regionale del Mic elaborò uno studio “per la riqualificazione e valorizzazione del complesso architettonico e paesaggistico”. E il ricordo, per pura associazione mentale, va a Rossella Casini, studentessa fiorentina uccisa da una famiglia di ‘ndrangheta, a cui è intitolata l’università della ricerca, della memoria e dell’impegno, proprio a Limbadi.
Dobbiamo così un’altra risposta a Firenze. Porcinai pensò a un villaggio ecosostenibile negli anni in cui tutti il Sud era in pieno delirio da cemento. Bruno Zevi scrisse nel ’71: «Il villaggio turistico di Nicotera Marina è un’alternativa radicale ai tipi insediativi che si stanno moltiplicando nel Mezzogiorno».
Il più grande paesaggista del secolo scorso inventò una macchia mediterranea che non c’era, più di cinquant’anni fa. Ci meritiamo tanta bellezza? Anche il ministero batta un colpo.

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