Rielaborazioni realizzate con IA, le protagoniste degli adattamenti cinematografici di "Persuasione" (2020) e "Cime tempestose" (2026)
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A Bari, un gruppo di lettura universitario rilegge Persuasione insieme a Cime tempestose. Il pretesto è un progetto di Public Engagement. La domanda vera è: cosa ci fa ancora così paura di Jane Austen?. Jane Austen ed Emily Brontë a confronto. A maggio il festival su “Austen scrittrice sovversiva”
IN Persuasione, c’è un momento in cui Anne Elliot capisce che non ha sbagliato a perdonare. Ha sbagliato ad ascoltare chi le diceva che perdonare era sbagliato. La differenza sembra piccola. Non lo è. Jane Austen ci ha impiegato tutta la carriera a dimostrarla, e noi ci stiamo ancora ragionando sopra.
A BARI GRUPPO DI LETTURA SU JANE AUSTEN
Non è un caso che il Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università di Bari abbia scelto Jane Austen come centro del suo progetto di Public Engagement per il 2026. Il titolo è Storie che cambiano e il sottotitolo dice già tutto: “Jane Austen scrittrice sovversiva”. Sovversiva, non romantica. Non è un refuso.
APPUNTAMENTO ALLA MEDIATECA REGIONALE CON PERSUASIONE E CIME TEMPESTOSE
Il prossimo appuntamento del gruppo di lettura è mercoledì 15 aprile, alle 14, alla Mediateca Regionale Pugliese nel Parco Rossani di Bari. Si legge Persuasione insieme a Cime tempestose di Emily Brontë, due romanzi che sembrano parlare di amore e in realtà parlano di potere: chi ce l’ha, chi non ce l’ha, chi finge di non volerlo e intanto ci costruisce sopra tutta la propria esistenza.
L’accostamento è meno ovvio di quanto sembri.
TRA JANE AUSTEN E EMILY BRONTE
Austen e Brontë vengono messe in coppia spesso, quasi per contrasto decorativo: la prima ironica e controllata, la seconda selvaggia e romantica. Ma la curatrice del gruppo, la professoressa Franca Dellarosa, e la dottoressa Carlotta Susca non sembrano interessate ai contrasti facili. Quello che chiedono ai lettori è qualcosa di più scomodo: capire in che modo due donne dell’Ottocento inglese abbiano costruito, con strumenti diversissimi, altrettanto diversi sistemi per raccontare come funzionano davvero le gerarchie sociali quando si vestono da sentimento.
JANE AUSTEN UNA SCRITTRICI DA RILEGGERE E RISCOPRIRE
Su Austen, in particolare, c’è ancora molto da disfare. L’immagine che circola, quella delle trasposizioni in costume con i balli e i salotti e il lieto fine, ha fatto un lavoro straordinario nel renderla innocua. Eppure basta riaprire qualsiasi pagina di Persuasione per trovare una scrittrice che sa esattamente quanto costi, per una donna senza patrimonio, avere ragione. Anne Elliot non è una protagonista romantica. È una donna che ha fatto l’errore di fidarsi del giudizio altrui e che passa tutto il romanzo a ricostruire il proprio, in silenzio, senza che nessuno la stia guardando.
È quello che il progetto prova a restituire: non la statua ma la persona. Non il classico impagliato ma il testo che morde ancora.
IL PROGETTO STORIE CHE CAMBIANO A BARI
Storie che cambiano è finanziato dal Patto Territoriale Sistema Universitario Pugliese e si estende ben oltre i gruppi di lettura. Ci sono seminari, un podcast in sei puntate, una mostra bibliografica, una campagna social pensata per avvicinare la Generazione Z ad Austen. E poi, il 14 e 15 maggio 2026, un festival multimediale che chiuderà questo primo anno.
La partecipazione al gruppo di lettura è gratuita, ma richiede prenotazione tramite modulo online. È aperto a studenti, personale universitario e chiunque altro voglia venire con il libro sottobraccio e qualcosa da dire.
Per informazioni: carlotta.susca@uniba.it
Instagram: @storiechecambiano
JANE AUSTEN, BARI, LA LETTURA, PERCHÈ ESSERCI
Perché vale la pena andare, anche se non siete di Bari e non potete andarci: perché la domanda che sta sotto a tutto questo, cosa significa leggere un classico oggi e perché certi libri continuano a disturbare, è una domanda che non ha ancora una risposta soddisfacente. E Austen, che non ha mai smesso di essere sovversiva anche quando la chiamavano sentimentale, probabilmente ne saprebbe qualcosa.
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