X
<
>

L’ex sindaca di Ruoti, Anna Scalise che ha vinto la causa contro Salinardi

3 minuti per la lettura

Ruoti, esclusa la calunnia tra ex sindaci. La vittoria di Scalise su Salinardi: Nessun risarcimento milionario. La sentenza del Tribunale. «Una vittoria soprattutto umana. Ho affrontato momenti segnati da accuse pesanti»


POTENZA – Nessuna calunnia e nessun risarcimento. Il Tribunale civile di Potenza ha rigettato in toto la causa promossa dall’ex sindaco di Ruoti, Angelo Salinardi, contro Anna Scalise, anche lei ex sindaca dello stesso paese, escludendo qualsiasi configurabilità del reato di calunnia e condannando Salinardi al pagamento delle spese legali. La sentenza, pronunciata dal giudice Elio Di Molfetta,   smonta l’impianto accusatorio costruito da Salinardi, che aveva chiesto un risarcimento di oltre 516 mila euro sostenendo di aver subito danni morali, d’immagine ed esistenziali a causa delle dichiarazioni rese dall’allora sindaca Scalise agli inquirenti.

LA VICENDA GIUDIZIARIA TRA SCALISE E SALINARDI EX SINDACI DI RUOTI, E LA LINEA DIFENSIVA CONTRO IL REATO DI CALUNNIA

Le dichiarazioni per cui Salinardi aveva chiesto il risarcimento rientrano nell’inchiesta in cui lo stesso fu indagato per stalking e posto ai domiciliari nel 2022 ai danni di Scalise, all’epoca dei fatti sindaca di Ruoti. Salinardi è stato poi rinviato a giudizio e il processo è in corso al Tribunale di Potenza.

Il Tribunale civile ha accolto in pieno la linea difensiva dell’avvocato Salvatore De Bonis, legale della Scalise, evidenziando come “la convenuta – così in sentenza –  si fosse limitata a rispondere alle domande dell’autorità giudiziaria nell’ambito di indagini (sfociate poi nel “Ruoti-gate” ndr.) già in corso prima ancora delle sue dichiarazioni. Un passaggio decisivo nelle motivazioni chiarisce  “che gli investigatori disponevano già di molteplici elementi di indagine, tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, documentazione acquisita e testimonianze raccolte nel corso dell’inchiesta”. Circostanze che, per il giudice Elio Di Molfetta, escludono qualsiasi responsabilità diretta della Scalise.

ESCLUSA A RUOTI OGNI IPOTESI DI CALUNNIA CONTRO SALINARDI E CONDANNA ALLE SPESE

Il giudice ha anche messo nero su bianco  che non esiste “alcuna prova della consapevolezza di falsità delle informazioni rese dalla convenuta, elemento indispensabile per poter ipotizzare il delitto di calunnia”. Da qui la decisione:  domanda respinta e  niente risarcimento milionario a  Salinardi.

Oltre al rigetto della richiesta, il Tribunale ha disposto la condanna di Salinardi al pagamento di 22.500 euro di spese legali in favore della difesa di Scalise, rappresentata dall’avvocato De Bonis.

LE DICHIARAZIONI DI ANNA SCALISE DOPO LA SENTENZA

«Questa sentenza – ha dichiarato Anna  Scalise, contattata da “Il Quotidiano” –  rappresenta per me non solo una vittoria giudiziaria, ma soprattutto umana. In questi anni ho affrontato momenti molto difficili, segnati da accuse pesanti, attacchi personali e una profonda esposizione pubblica. Ho sempre scelto di affidarmi alla magistratura, convinta che la verità dei fatti sarebbe emersa con chiarezza”.

Il Tribunale «oggi ha riconosciuto – ha aggiunto – che le dichiarazioni rese agli inquirenti sono avvenute nel rispetto della legge e nell’ambito di indagini già in corso, escludendo qualsiasi ipotesi di calunnia. Per questo esprimo soddisfazione e gratitudine nei confronti del mio difensore, l’avvocato Salvatore De Bonis, che con professionalità, equilibrio e rigore ha saputo tutelare la mia persona e la mia dignità. Non provo alcun sentimento di rivalsa. Mi auguro soltanto che questa vicenda possa finalmente riportare serenità e rispetto. anche nel confronto pubblico e politico.  Continuerò ad andare avanti con la stessa determinazione e con la coscienza tranquilla di chi ha sempre agito nella piena fiducia delle istituzioni».

Quella emessa «è una sentenza di assoluta chiarezza – ha dichiarato l’avvocato Salvatore De Bonis – che ristabilisce un principio fondamentale: chi collabora con la giustizia e risponde alle domande degli inquirenti non può essere trasformato nel responsabile delle conseguenze investigative. Il Tribunale ha riconosciuto la correttezza e la buona fede del comportamento della mia assistita».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA