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In Puglia registrati cinquecento casi di truffe agli anziani nell’ultimo anno. Bari è la provincia più colpita, Brindisi vanta più truffatori individuati.


BARI – Un fenomeno in costante ascesa che colpisce dritto al cuore la fascia più fragile e vulnerabile della popolazione. Nell’ultimo anno, in Puglia, si sono registrati circa 500 casi di truffe ai danni di persone anziane. Un numero impressionante, dietro al quale si nascondono raggiri domestici, finti funzionari e trappole digitali. Il dato è stato diffuso oggi a Bari nel corso della presentazione della campagna “Truffe: non lasciarti raggirare”, promossa dal sindacato Uil Pensionati Puglia in collaborazione con l’Inps.

LA GEOGRAFIA DELLE TRUFFE AGLI ANZIANI IN PUGLIA: BARI IN TESTA, A BRINDISI IL RECORD DI ARRESTI

L’analisi territoriale mostra una Puglia a due velocità tra reati commessi e risposta investigativa. La provincia complessivamente più colpita dal fenomeno è quella di Bari. Spostando però il focus sui responsabili, il numero più alto di truffatori individuati e perseguiti dalle forze dell’ordine si registra nella provincia di Brindisi. Nel solo capoluogo barese, gli ultimi dodici mesi hanno fatto registrare un incremento verticale dei raggiri: un +40% che certifica una crescita definita “allarmante” dagli addetti ai lavori e che impone contromisure immediate.

«MOLTI NON DENUNCIANO PER VERGOGNA»

I promotori della campagna di sensibilizzazione lanciano però un ulteriore grido d’allarme: i numeri ufficiali rappresentano solo la punta di un iceberg ben più profondo. “I dati – spiegano dalla Uil Pensionati Puglia – sono sottostimati e certamente lontani dalla realtà perché c’è un altro grande problema: molti anziani tendono a non denunciare i reati che hanno subito, per vergogna e per timore di essere vilipesi dai propri figli”. L’umiliazione psicologica di essere caduti in trappola e la paura di passare per “non più lucidi” agli occhi dei familiari spingono troppe vittime a chiudersi nel silenzio, lasciando i malviventi impuniti.

LE TRE PAROLE D’ORDINE PER DIFENDERSI: FORMAZIONE, EDUCAZIONE E PREVENZIONE

L’obiettivo cardine dell’iniziativa targata Uil e Inps è quindi quello di “educare” gli anziani a riconoscere il pericolo prima che sia troppo tardi. Formazione, educazione e prevenzione sono i tre pilastri indicati dal sindacato come imprescindibili per avviare un percorso concreto di supporto e tutela legale e psicologica. Per sventare i piani dei malfattori, spesso, è sufficiente applicare poche ma ferree regole di prudenza. Bastano infatti piccoli consigli mirati per mettere in guardia i pensionati, rendendoli capaci di discernere in autonomia di chi potersi fidare e quando, invece, sia necessario alzare la cornetta per avvertire immediatamente le forze dell’ordine, un parente stretto o un vicino di casa.

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