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Niente politici e niente luci della ribalta nel processo per l’omicidio del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno. Questa la contestazione del pm D’Andrigo alle richieste degli avvocati difensori. Le parti difendono le proprie posizioni e mettono, così, il veto a strumenti che potrebbero danneggiare le posizioni assunte. A questo punto, quindi, spetterà alla Corte d’Assise di Locri pronunciarsi sulla questione nella prossima udienza slittata al 25 settembre. I pubblici ministeri D’Andrigo e Colamonaci hnno detto sì, invece, alla richiesta di Scarfò di inserire nel fascicolo processuale gli atti di due inchieste giudiziarie della Dda di Reggio Calabria vale a dire “Onorata società” e “Bellu lavuru” riguardanti presunte infiltrzioni mafiose in amministrazioni pubbliche durante le quali compaiono intercettazioni telefoniche in cui si parla di Fortugno.

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