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Si è conclusa con un patteggiamento l’udienza preliminare a carico di Andrea Critelli, 28 anni, di S. Elia, quartiere alle porte di Catanzaro, accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di M. T. cittadina bielorussa, aggredita il 15 febbraio 2006, nel centro del capoluogo calabrese. Il giudice Tiziana Macrì, alla fine, gli ha comminato tre anni e mezzo di reclusione, in virtù del fatto che l’uomo aveva già risarcito la parte offesa – la donna avrebbe voluto rimettere la querela, ma la cosa non è consentita per questi reati -, che gli sono state concesse le attenuanti generiche (è incensurato), e per la scelta del rito (che già di per sè comporta lo sconto di un terzo). Una pena applicata su richiesta dell’avvocato Cesare De Luca, con il consenso del pubblico ministero Andreana Ambrosino. Si chiude così una vicenda giudiziaria iniziata oltre due anni e mezzo fa, con il fermo operato dai carabinieri del Norm di Catanzaro a carico di Critelli, il 16 febbraio 2006, sulla scorta dei numerosi elementi raccolti dai militari che avevano ascoltato i dettagli dell’aggressione nel racconto della vittima. Aggressione verificatasi la notte fra il 15 e il 16 febbraio, quando un uomo si presentò a casa dove vive la vittima, al centro della città, tentando di farsi aprire con la scusa di un malore. Al rifiuto della donna l’aggressore diede una spallata alla porta ed entrò, col volto coperto, tentando di violentarla. La cinquantenne, che si vide strappare il pigiama di dosso, oppose una resistenza tale da evitare lo stupro, ma subì comunque atti sessuali e costrizioni fisiche. Proprio la prolungata permanenza del criminale nell’abitazione, però, consentì alla bielorussa di identificare «senza dubbio alcuno» l’accusato, come scrisse il gip Antonio Rizzuti due giorni dopo, quando non convalidò il fermo poichè non ravvisò il pericolo di fuga, ma accolse la richiesta del pm Luigi de Magistris e, ritenendo esistenti i gravi indizi e il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, dispose la custodia cautelare agli arresti domiciliari (poi confermata anche dal Tribunale del riesame) per il 28enne. Una persona conosciuta dalla bielorussa, in quanto legata sentimentalmente in passato a un’amica della vittima, che già altre volte, disse la donna, aveva tentato di convincerla a concedergli prestazioni sessuali, offrendole anche dei soldi in cambio. Quanto raccontato dalla vittima nella denuncia sporta ai carabinieri dopo i fatti sarebbe risultato suffragato da ulteriori precisi elementi di colpevolezza fra cui, soprattutto, il ritrovamento da parte dei militari nell’appartamento di Critelli dell’orologio e del maglione che la vittima riconobbe come quelli indossati dal suo violentatore.

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