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di BIAGIO TARASCOMATERA – Il comando dei vigili del fuoco di Matera, per onorare questi prestigiosi anni di servizio svolti da Giovanni Masciandaro, vigile del fuoco scelto, nella mattinata ne ha festeggiato il centenario alla presenza delle autorità istituzionali che hanno reso omaggio a quest’uomo che, nonostante la sua longevità rappresenta ancora un esempio di attaccamento ai valori dei vvf e per questo modello per le nuove generazioni.
Continua ad informarsi ogni giorno leggendo, senza occhiali, i quotidiani messi a disposizione dei lettori nella Biblioteca provinciale “Stigliani”, dove è fra i primi utenti a varcare la soglia dopo l’apertura. Oggi, però, ci sarà uno strappo alla routine e la sua giornata subirà un fuori programma. Giovanni Masciandaro, classe 1909 ed ex pompiere, festeggia oggi i suoi 100 anni nella caserma dei vigili del fuoco, dove è atteso per una grande festa alla quale parteciperanno il personale in servizio, i parenti e le autorità locali. Senza figli, rimasto vedovo undici anni fa e unico ancora in vita di sette fratelli (cinque maschi e due femmine), quasi tutti scomparsi in età avanzata, Masciandaro è entrato nei vigili del fuoco nel 1939, quando il Corpo si stava formando. «Sono stato – ricorda – uno dei primi pompieri d’Italia. In quel periodo la mia famiglia era a Roma e mio padre domandò ad un funzionario statale se c’era qualche opportunità di lavoro per me. Gli fu chiesto cosa sapessi fare e lui rispose che ero meccanico ed avevo anche la patente. Fu sufficiente questo per essere subito assunto. C’era bisogno di personale ed era un periodo difficile. Ho prestato servizio un anno a Napoli e quattro anni a Brindisi, prima di tornare a Matera, dove ho lavorato fino al 1961». Masciandaro si sente ancora parte dei vigili del fuoco, come testimoniano la spilletta del Corpo, che indossa perennemente sulla giacca, e le visite quasi quotidiane in caserma.
«Ma ai miei tempi – ci tiene a precisare – si lavorava di più e per tutta la settimana». Circa un mese fa ha preso una brutta caduta, che non lo ha fermato. «Vivo – sottolinea Masciandaro – e mi preparo da mangiare da solo. Ultimamente mi aiuta per qualche ora una badante per le pulizie, ma non è che ne senta il bisogno. A mezzogiorno mi cucino la pastasciutta, mentre la sera mia nipote mi porta la cena. La mattina mi alzo presto e passeggio in centro. Quando il tempo è bello, soprattutto l’estate, faccio una capatina in autobus fino al centro commerciale di Venusio. In casa guardo spesso la televisione. Mi piace la trasmissione di Carlo Conti, ma seguo anche Retequattro». Il papà di Masciandaro era uno dei più conosciuti falegnami di Matera. «La sua bottega – spiega Giovanni – si trovava in via del Corso, dove oggi c’è la drogheria Latorre. Ha lavorato per non farci mancare niente. Abitavamo nei Sassi, in via Madonna delle Grazie. Uno dei miei fratelli è stato un affermato architetto. Un altro è diventato uno scultore apprezzato. Avremmo dovuto essere 13 fratelli, ma alcuni sono morti bambini ed altri mia madre li ha persi. Ancora oggi, comunque, sono circondato dall’affetto dei miei parenti. Anzi, ora che ci penso – sorride Masciandaro – mi è venuto in mente che a casa è rimasta un po’ di pasta al forno. Adesso torno e me la mangio».

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