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Una manifestazione per non far passare sotto silenzio i segnali inquietanti che ci dicono che più che mai la mafia è ovunque. Questa la motivazione forte che ha spinto gli organizzatori della manifestazione a chiamare a raccolta per il 13 marzo tutti i calabresi, liberi e onesti, che vogliono riprendersi la loro terra e non permettere più che il muro dell’omertà faccia passare per normalità dei fatti recenti che dimostrano che la mafia allunga i suoi tentacoli ovunque. Controlla il territorio, gestisce gli appalti, tiene sotto ricatto il lavoro, fatto di pizzo, di zero controlli, corruzione dilagante, diritti calpestati sia che si tratti di immigrati che di giovani laureati. La nota degli organizzatori è chiara e soprattutto esortativa. E’ una mafia che per continuare ad agire indisturbata cerca di mettere il bavaglio all’informazione libera e se non ci riesce la mette sotto assedio,come dimostrano le intimidazioni a cinque cronosti calabresi solo nelle ultime settimane. Ma più di tutto è una mafia che si infiltra nelle istituzioni locali e, come le ultime inchieste dimostrano, “siede in Parlamento”.
La mafia ci paralizza tutti, è un cancro per lo sviluppo economico della regione contro cui non bastano le poche campagne mediatiche lanciate dalle associazioni di categoria o i singoli casi di ribellione, serve una mobilitazione di massa che dica a chiare lettere che si vogliono le cosche fuori dagli affari della regione. Bisogna tenerle fuori dalla camera dei bottoni, impedirgli di partecipare alle maxiopere, impedirgli di devastare il territorio. Certamente in vista delle prossime elezioni regionali è fondamentale per il bene della Calabria cominciare a tenere le cosche fuori dalle liste elettorali.
La manifestazione del 13 può essere una buona occasione permandare un messaggio chiaro in questa direzione. Tante dunque le ragioni per manifestare.

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