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di EVA CATIZONE
Aderisco, personalmente e politicamente, anche a nome del partito che rappresento, Sinistra Ecologia e libertà, all’iniziativa lanciata dal direttore del “Quotidiano della Calabria”, Matteo Cosenza, tesa a dedicare una festa, che troppo spesso suona retorica e ormai svuotata di contenuto, il prossimo 8 marzo, a tre donne coraggiose, figlie di questa nostra terra, fortemente simboliche delle libertà, di uomini e donne. In Calabria la condizione delle donne, soprattutto in alcuni luoghi, è assai particolare, e troppo spesso sa di libertà negate. Sono storie che raccontano o di donne, davvero troppe (e neanche una dovrebbe essersi svolta), che ingeriscono, alcune presuntamente, altre per loro autodeterminazione, dell’acido, o donne che vengono sciolte nell’acido. All’opposto sono storie di donne che si sono piegate a certa subcultura maschile, sino ad assumere, all’interno delle organizzazioni criminali, posizioni verticistiche. Io credo che oggi sia necessaria una presa di coscienza, se non un’indignazione collettiva. E’ tempo di dire basta ai troppi silenzi segnati, tra vere e finte democrazie, da una sorta d’ipocrisia, istituzionale e non. E’ tempo, il nostro, di dire basta alle troppe omissioni, ai non detti, a quelle pratiche misogine sui corpi e nei cervelli di queste giovani donne calabresi, che hanno avuto il coraggio di dire NO. E allora, gridiamolo anche noi il nostro NO. Nella consapevolezza che esiste un’Altra Calabria, incarnata in quel loro sacrificio, che merita di spiccare il Volo. Per una liberazione che parta dalle donne.

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