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POTENZA – Quasi 28mila persone in cinque anni hanno perso il lavoro, hanno accettato contratti precari oppure sono finiti in cassa integrazione. A dirlo è il rapporto del centro studi Sintesi, basato su dati Istat, che ha inquadrato la situazione tragica della regione Basilicata, ancora in lotta per uscire dallo stallo economico. In pratica il 32% dei cittadini si trova in una condizione di totale ristrettezza economica o di totale mancanza di lavoro.
E nonostante le cifre possano risultare piuttosto basse rispetto alle medie di altre regioni c’è da calcolare questi numeri in base alla popolazione complessiva lucana. Ed è per questo che la ricerca, pubblicata ieri sul Sole 24 Ore, piazza la Basilicata al quattordicesimo posto di questa classifica su tutte le regioni. Rispetto alle regioni del sud invece è in testa, ovvero è la prima regione per percentuale. Nello specifico: si sono registrati 18.070 disoccupati in più (33%), mentre i sottoccupati (cioè coloro che sono affidati agli ammortizzatori sociali o a contratti a termine o a tempo parziale, ma non per scelta) sono aumentati di 9.753 unità (pari al 31%).
È ovvio che questa situazione ha anche dei risvolti politici, basta pensare al documento di 13 punti dei sindaci che si oppongono all’attuale distribuzione delle risorse petrolifere. In quel documento uno dei primissimi punti riguarda proprio la possibilità di sfruttare le royalties per rilanciare un piano del lavoro.
Più o meno la stessa cosa hanno detto, nel loro rapporto, Cgil, Cisl e Uil, che propongono la redistribuzione dei finanziamenti statali ed europee i delle macroaree strategiche, invece della classica divisione a pioggia sui territori.
Il segretario regionale della Uil, Carmine Vaccaro, pone l’accento anche su un altro fatto, che riguarda strettamente la cassa integrazione. Quella «tendenza verso la flessione della cassa integrazione nel mese di agosto è di natura fisiologica. Tuttavia l’aumento di ore richieste dalle aziende, rispetto allo stesso mese del biennio precedente, non fa ben sperare. A preoccupare è la sostanziale identità con i dati che hanno caratterizzato il 2010, anno in cui c’è stato il maggior ricorso agli ammortizzatori sociali dall’inizio della crisi. Ciò che preoccupa maggiormente è, senza dubbio, l’alto numero di richieste di cassa in deroga, che con oltre 38 milioni di ore autorizzate segna, anche in un mese in cui crollano le richieste, un aumento molto forte rispetto allo stesso periodo del biennio precedente».
la strada da seguire per il sindacato è quella di continuare a finanziare questi ammortizzatori sociali. Le cause sono tante: in primis ci sarebbe l’effetto della riforma Fornero, i blocchi del turn over nella pubblica amministrazione. Sono due dei fattori fondamentali secondo Vaccaro della Uil. E poi «ci sono ancora troppe vertenze aziendali aperte con diverse centinaia di posti di lavoro a rischio, su tutte quella del Gruppo Natuzzi, oltre alla forte conflittualità nel comparto della Pubblica Amministrazione e la riforma Fornero delle pensioni continua a produrre gravi e preoccupanti incognite sul destino di tanti lavoratori», Come fare? la Uil propone investimenti sull’economia verde, ma è troppo poco a fronte di 28mila persone senza ancora una speranza.
E allora? È un affare che riguarda i candidati alle regionali più di quanto si possa pensare. Tant’è che Giovanni Angelino, consigliere comunale di Matera nel gruppo misto rilancia l’appello a Pittella e Lacorazza.
«Mi auguro che in campagna elettorale – scrive – possano affrontare in maniera decisa tutte le problematiche legate al lavoro. Invece di occuparsi di chi non riesce ad arrivare a fine mese e mi riferisco a famiglie e imprenditori la politica lucana non fa altro che litigare sulle postazioni di potere da spartire dopo il voto.
E mentre i politici pensano ai propri interessi in Basilicata le imprese chiudono e i disoccupati aumentano. E’ arrivato il momento di smetterla e di pensare seriamente ai programmi. Pitella e Lacorazza ci devono dire quali strumenti pensano di poter attivare per creare nuovi posti di lavoro, visto che dal 2007 ad oggi si registrano solamente dati negativi e la disoccupazione continua a crescere. Mancano poco più di due mesi alle elezioni regionali e non c’è più tempo da perdere. La Basilicata rischia di affondare sotto tutti i punti di vista e il nuovo Governatore dovrà dimostrare con i fatti che un cambiamento è possibile».
v.panettieri@luedi.it
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