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REGGIO CALABRIA – Non c’è ancora un’ indagine aperta sui rifiuti tossici che potrebbero essere stati sversati nel territorio della provincia di Reggio Calabria, ma la Procura «sta attrezzando i propri uffici al fine di poter condurre nel modo migliore le indagini». Lo ha detto all’Agi il procuratore capo Federico Cafiero De Raho, che, nei giorni scorsi, intervistato da Radio24 si era detto «convinto ci sia un equivalente della Terra dei fuochi campana anche in Calabria».

Nulla di concreto, ancora, ma per il magistrato arrivato dalla Campania, «le mafie si sono arricchite sui rifiuti» e «varie sono le notizie sui rifiuti sversati intorno al territorio di Reggio Calabria». Nonostante ciò, ha rilevato De Raho, «un’attività di contrasto su questo ancora non è stata compiuta, è da fare. Legambiente nel suo rapporto dipinge un quadro preoccupante. Ma mi chiedo: come mai nulla è stato fatto visto che questo sversamento di rifiuti è avvenuto tanti anni fa?»

Il procuratore ha aggiunto che «solo oggi» ci si comincia a muovere ma assicurato che l’indagine che verrà avviata «non dovrà avere ad oggetto un singolo sito, ma dovrà spaziare a 360 gradi». 

L’allarme di Cafiero De Raho viene ripreso dalla Cgil: «Dichiarazioni forti» scrivono in una nota Nino Costantino e Mimma Pacifici, segretari generali della Cgil, rispettivamente, di Gioia Tauro e Reggio-Locri. E i sindacalisti invocano una visita del ministro dell’Ambiente in Calabria.

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