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CATANZARO – La Squadra Mobile di Catanzaro ha eseguito provvedimenti cautelari che hanno interessato cinque persone tra cui, anche, due fratelli noti imprenditori nel settore alberghiero,della ristorazione e della somministrazione di pasti presso le mense scolastiche di questo centro, Massimo e Francesco Falsetta titolari del noto ristarante del centro storico “Da Salvatore” finiti ai domiciliari. 

Le accuse sono di sfruttamento della prostituzione in quanto utilizzavano diversi B&B, di cui erano titolari, dando in locazione le stanze a numerose prostitute di svariate nazionalità trasformando gli stessi in vere e proprie “case di appuntamento” per persone “rispettabili”. Sono stati sottoposti a sequestro su disposizione della Procura della Repubblica di Catanzaro tre diverse strutture alberghiere ed un appartamento utilizzato per lo stesso fine. L’operazione è stata coordinata dal del sostituto procuratore Saverio Vertuccio che ha chiesto ed ottenuto l’emissione di una ordinanza cautelare al gip Abigail Mellace che ha disposto l’obbligo di dimora per Salvatore Politelli (cl. 75), Jolanta Drabik (cl.75) e Maria Edith Murillo Garces (cl.71) e gli arresti domiciliari per Francesco Falsetta (cl. 69) e Massimo Falsetta (cl.74).
 
  
Sequestrati i due B&B del centro storico situati su corso Mazzini gestiti direttamente dai due fratelli e una terza struttura Germaneto locato a terzi.
 
 
IL SISTEMA – Il metodo utilizzato dai titolari dei B&B nell’illecita attività che ha realizzato il reato di sfruttamento della prostituzione consisteva nel dare alloggio a centinaia di prostitute a prezzi raddoppiati rispetto a quelli praticati alla normale clientela con il conseguente introito di ingenti somme di denaro in nero. Altri indagati, locatari di un appartamento, intestato ad una terza persona comunque consapevole dell’illecita attività, utilizzavano lo stesso sub-affittandolo a prostitute e ricavando da tale operazione notevoli guadagni. Tali motivi, pertanto, hanno indotto la competente Autorità Giudiziaria, a sottoporre a sequestro preventivo sia tre B&B che l’appartamento con il fine di interrompere l’attività criminosa.
  
UN SETTORE CHE NON SENTE LA CRISI – Il settore delle escort appare immune dalla crisi. Lo ha detto il procuratore Antonio Vincenzo Lombardo in conferenza stampa, commentando il fenomeno del sesso a pagamento ormai dilagante nella città capoluogo. Un fenomeno del quale approfittano gli imprenditori in crisi con le attività ordinarie per risalire la china e che, per dirla con il gip, Abigail Mellace, ha raggiunto dimensioni imprevedibili. Tra gli atti dell’inchiesta c’è anche una intercettazione tra l’imprenditore Falsetta e la moglie mentre parlano della crisi della ditta principale da loro gestita e di come a compensare ci fosse per fortuna quella parallela del sesso a pagamento. Le indagini sono partite dalla denuncia di un trans, che ha descritto i ristoratori arrestati come dei veri e propri “papponi” che lucravano in maniera esagerata sui guadagni delle prostitute. 
A spiegarlo è il capo della Mobile, Rodolfo Ruperti, che ha portato le indagini al traguardo in pochi mesi. Le telefonate arrivavano da tutta Italia per usufruire dei B&B dei fratelli Farsetta e nel giro di 3 mesi sono state monitorate le escort e i clienti che appartengono a tutte le classi sociali. Molti adulti, ma anche diversi ragazzi tra i beneficiari delle prestazioni sessuali a pagamento, per un giro di soldi pazzesco. Tanto che, alla luce della redditizia attività portata avanti nel centro storico, i due fratelli stavano aprendo un altro B&B a Germaneto, posto anche sotto sequestro dai poliziotti che, nel corso delle indagini, non hanno perso un passo del via vai di clienti.
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