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“C’È un libro sospeso?”. Questa frase sta diventando di moda nelle librerie italiane dove, da qualche tempo, fiorisce la stagione del libro donato da un lettore a un altro lettore sconosciuto. Una frase che ha attecchito, per fortuna, anche nel capoluogo di regione. Quella del “sospeso” è una nobile tradizione che nasce a Napoli, con il caffè. Si entra in un bar, si consuma una tazzina di ristretto e se ne pagano due, così che un altro avventore, probabilmente meno danaroso, possa avere l’opportunità di gustarsi un bell’espresso. Il buon esempio funziona e così l’idea del caffè “pagato” ha preso piede in varie città italiane perché contiene in sé la giusta dose di dolce e amaro, la poesia del regalo allo sconosciuto e il bisogno di qualcuno di trovarsi un caffè offerto.   

E l’idea del  libro? L’dea  è stata partorita non molto lontano da qui. Precisamente a Polla, nella provincia di Salerno ma ai confini con la Basilicata. Anche se altre città si contendono la primogenitura.  La libreria Ex Libris Cafè ha pensato che per promuovere la lettura si potesse invitare i propri clienti ad acquistare un libro da lasciare in libreria a disposizione di qualcun altro, che a sua volta sceglie il libro selezionato da qualcun altro e ne acquisto uno nuovo che prende il suo posto. Ovviamente con tanto di dedica. Si chiama “il libro in sospeso” ed è ormai una iniziativa che ha raggiunto tutta l’Italia.

A Potenza hanno subito colto la portata innovativa dell’iniziativa ben due libreria, Kiria in via Ancona e Ubik in via Pretoria.

«Io l’ho appresa sui social network – racconta Fabrizia Gioiosa, titolare della libreria Kiria – ed ho subito pensato di metterla in partica. Inizialmente siamo andati un po’ a rilento ma adesso la gente è molto partecipe. Un vero e proprio contagio virale» che ha sconfinato le piccole realtà di periferia per arrivare nelle grandi città. Merito della rete, intesa come web ma anche come alleanza tra gli addetti del mestiere, che soffrono la crisi dei piccoli numeri. Tra le tante dediche, quella che ha più colpito Fabrizia è quella trovata tra le pagine di “Donne che corrono coi lupi” di  di Clarissa Pinkola Estes. «Parla della forza delle donne e questa persona nella sua dedica invitava a scoprire la forza che tutte le donne hanno, anche se spesso non la vedono. E’ stato il libro per meno tempo in sospeso a oggi».

Alla libreria Ubik succede lo stesso. I libri in sospeso – di qualsiasi genere e per qualunque target di riferimento, bambini compresi – sono anche a disposizione per chi non può permetterselo. 

«A oggi. terzo giorno dall’avvio dell’inziativa – dicono Sergio, Raffaella, Michele, Natalina, e Marco  di Ubik – abbiamo già “movimentato” nove libri, per lo più classici: due Oscar Wilde, due Seneca, un Pirandello e un Verga. Ma  anche due libri di Mario Pennacchio». Lo scopo «è quello di diffondere e promuovere cultura – hanno aggiunto –  oltre che cercare nuove strategie di marketing per fronteggiare un mercato sempre più avverso».

«Per ora – hanno aggiunto – sembra attecchire, come accaduto con il caffè,  con altrettanta leggerezza, anche se è indubbiamente più costosa».

E così la libreria Kiria ha dato origine a un’altra bella iniziativa: il “Book club”, “Il club del libro”. Una volta al mese un gruppo di dieci persone si riuniscono in libreria e discutono del testo che hanno letto il mese precedente e scelto all’ultimo incontro tra una rosa di proposte di ciascuno. Oggi, alle 18, il gruppo si confronterà su “James Somers” del premio Nobel per la letteratura Doris Lessing. «Sono soprattutto donne – racconta Fabrizia – di tutte le età, la più piccola ha 13 ann»”.  Perché la lettura di un libro è sempre un’emozione. E se l’emozione è condivisa diventa patrimonio comune, proprio come un libro. Qualsiasi esso sia. Testimone di un tempo e di uno spazio o compagno di viaggio senza tempo e senza spazio. E poi, ancora, corsi di fotografia e concorsi letterari. Per aprire le librerie alla città, alle persone. Luoghi di incontro, di socializzazione, di scambio.

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