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POCHI giorni a Potenza per la prima campanella per l’anno scolastico 2014/2015 ma il Comune di Potenza è del tutto impreparato.

Sta ancora lavorando sulla risoluzione dei problemi immediati l’assessore alla pubblica istruzione Margherita De Francesco, ovvero mense e trasporto.

«Stiamo operando sull’immediato – ha detto in un’intervista a Il Quotidiano della Basilicata –  al contingente a causa del Bilancio che non ci consente di prevedere spese. Sono stati presentati alcuni emendamenti al bilancio che hanno avuto purtroppo tutti  parare contabile negativo».

In altre parole, qualsiasi richiesta fatta dall’assessorato, sia essa riguardante le mense, i trasporti, l’assistenza fisica o qualsiasi altro aspetto, non può essere al momento soddisfatta perché mancano le risorse economiche sufficienti. Per l’esattezza il trasporto richiederebbe una somma pari a 115 mila euro per l’intero anno scolastico, comprendete l’uso dei mezzi del comune e quelli affidati a una ditta esterna privata.

«Non posso comunicare una data certa per l’avvio del servizio – ha dichiarato l’assessore – ma posso dire che il mio impegno è massimo affinchè almeno i trasporti partano dal 15 settembre, considerate anche le giuste  sollecitazioni dei genitori».

Intanto sempre l’assessore fa sapere che  si sta espletando una gara pubblica per l’affidamento dei trasporti e che in attesa si provvederà ugualmente a prorogare il servizio esistente. Si presume, viste le considerazioni precedenti, qualora si dovessero trovare le risorse per attivare il servizio. Sulla questione è intervenuto anche il gruppo consiliare del Pd e il gruppo Insieme si Cambia chiedendo al sindaco, in consiglio comunale, notizie certe su tempi e modalità del servizio, «premesso che il trasporto scolastico rappresenta uno dei prerequisiti essenziali per l’accesso al diritto allo studio» e «requisito ancora più importante per i soggetti che, a causa della loro disabilità, hanno problemi di autonomia e mobilità».

Ancora più complicata appare l’annosa apertura della mensa scolastica, a rischio da almeno tre anni. L’assessore in questo momento non è ancora in grado di dare informazioni sull’ammontare dei costi necessari, l’unica certezza è che non ci saranno brutte sorprese per quanto riguarda le spese da sostenere da parte dei cittadini. «I costi sicuramente non aumenteranno», ha dichiarato. Tuttavia ci saranno delle variazioni delle fasce Isee per eventuali rimborsi dovute alle nuove direttive nazionali che prevedono autocertificazioni previo controllo dell’Agenzia delle entrate. Anche per la mensa, inoltre, è in fase di espletamento il bando per la proroga della gestione del servizio. Salta, infine, la sezione primavera presso l’asilo comunale Il Melograno di via Nitti, sempre per motivi di bilancio.

Non riaprirà, infine, almeno per il momento, nemmeno la scuola primaria di via Verdi Giovanni Bosco.

E altri problemi stanno nascendo alla “Busciolano”, dove (ma questa non è una responsabilità del Comune) le tre prime si ridurranno a due. «Saranno classi pollaio – accusano i genitori – con 28/29 alunni per classi». E anche qui l’anno inizia non con le migliori premesse.

 

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