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VIETRI DI POTENZA – Sì ad un eolico integrato sul territorio, no a un mega-eolico selvaggio. Sia chiaro, ci stanno a sottolineare, «questa non è una battaglia contro l’energia eolica»: questo quanto si legge nel manifesto a firma del comitato cittadino “No Mega Eolico” di Vietri di Potenza, che si oppone alla realizzazione del mega parco eolico che, secondo il progetto, la società “Cogein” intende realizzare a Vietri di Potenza e Savoia di Lucania, con 15 torri con picco massimo fino a 155 metri di altezza, 113 metri di ampiezza delle eliche e potenza complessiva dell’impianto pari a 30 megawatt.
I comitati di Savoia e Vietri di Potenza hanno già presentato ricorso al Tar contro il parco eolico: sul merito il tribunale amministrativo si pronuncerà mercoledì 19.
«Lo spirito di partenza del progetto, che potrebbe sembrare in apparenza nobile e propositivo – si legge sul manifesto – ricalca il classico atteggiamento che istituzioni e politica rappresentativa hanno nei confronti del cittadino e del territorio: imporre dall’alto una decisione non condivisa, sorvolando su criticità e dubbi avanzati dai cittadini».
Il manifesto è stato affisso ieri mattina a Vietri. Un disegno sul manifesto mette in risalto anche la grandezza delle torri: 56 metri è alta la Torre di Pisa, 127 il Pirellone a Milano, 146 il viadotto più alto della rete autostradale e 155 la pala del parco eolico che la società Cogein intende realizzare a Vietri di Potenza e Savoia di Lucania.
«Siamo consapevoli che sul nostro territorio aleggi lo spettro di nuove trivellazioni, e che proporre alternative rinnovabili è la strada maestra da seguire. Questo però – si legge – non può giustificare una qualsiasi imposizione che preveda la costruzione di immense strutture, tra l’altro mai testate su territorio simili a quello lucani, capaci con il tempo di condizionare l’ambiente e la salute, determinando una svalutazione del territorio ed una impossibilità di promuovere attività alternative».
«E’ importante ristabilire un processo tale che l’ideazione di un piano di sviluppo proceda di pari passo con quello di rivalutazione di un territorio».
Il comitato poi ricorda l’impegno per promuovere il ricorso al Tar che, come detto, si pronuncerà mercoledì. «Auspichiamo che si generi un percorso alternativo che preveda l’utilizzo di un eolico meno impattante e più uniformemente distribuito. La strada è lunga – si legge in conclusione – gli interessi in gioco non sono pochi e la volontà politica della Regione e del Comune è quella di andare avanti senza mettere in campo alcuna discussione».
In chiusura il comitato sottolinea uno stop allo sfruttamento incondizionato del territorio, sì ad un dialogo costruttivo tra le comunità interessate. “No al mega eolico selvaggio e a nuove trivellazioni”, mentre c’è attesa per la pronuncia del Tar.

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