X
<
>

L’arcivescovo metropolita di Potenza Muro Lucano Marsico Nuovo e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata, Davide Carbonaro

2 minuti per la lettura

L’arcivescovo di Potenza, Davide Carbonaro, sarà in Turchia, a Nicea, l’attuale Iznik, in rappresentanza dei vescovi italiani. Con Papa Leone XIV si celebreranno i 1.700 anni dal Concilio che segnò il cristianesimo


Dici “Nicea” e nomini uno snodo fondamentale della storia del cristianesimo (e del cattolicesimo). E proprio nell’antica Nicea, la città turca che oggi si chiama Iznik, l’arcivescovo metropolita di Potenza Muro Lucano Marsico Nuovo e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata, Davide Carbonaro, rappresenterà i vescovi italiani all’incontro ecumenico che si terrà il 28 novembre prossimo alla presenza di Papa Leone XIV e del Patriarca ecumenico Bartolomeo I.

CARBONARO A NICEA

La decisione è stata comunicata con una lettera del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.
Nel primo Concilio di Nicea – convocato dall’imperatore romano Costantino nel 25 dopo Cristo – si stabilì che Gesù è «della stessa sostanza del Padre», condannando l’arianesimo. Perno cruciale per definire la natura divina di Gesù Cristo e formulare il Credo niceno, base della fede cristiana ancora oggi recitata nella Messa: la teologia trinitaria Padre, Figlio e Spirito Santo.

IL CONCILIO DI NICEA

In Nicea II (787 dopo Cristo, convocato dall’imperatrice d’Oriente Irene l’Ateniana su richiesta di papa Adriano I) fu deciso che le immagini sacre (le “icone”) potevano essere venerate (anche se non adorate): si ristabilì l’uso e la venerazione delle immagini, riconoscendo il loro valore nel culto, rafforzando la tradizione visiva e simbolica che caratterizza ancora oggi sia il cattolicesimo sia l’ortodossia.

LA CONVOCAZIONE DI CARBONARO

Per tornare alla convocazione di Carbonaro, l’arcivescovo ha ringraziato Zuppi con queste parole: «Ricordando che Nicea non è solo una memoria storica, ma la radice della fede che unisce la Chiesa tutta. Fu una svolta coraggiosa quella che i Padri offrirono 1.700 anni fa. Affermare con l’Incarnazione che Dio non ha avuto paura della nostra carne, l’ha assunta e redenta, rivela ancora ai nostri giorni, risvolti teologici e antropologici attualissimi. La Chiesa di ieri e di oggi non afferma un umanesimo nobile e neanche una mera filantropia, ma che la dignità della persona, la sua verità più profonda, è assunta totalmente dal Signore Gesù Cristo. La sua Parola viva, guida le sorti della storia e rivela all’uomo di ogni tempo, il mistero della sua interiorità e delle sue relazioni».

IL PRIMO VIAGGIO DEL PAPA IN TURCHIA

L’incontro ecumenico coinciderà con il primo viaggio apostolico dell’attuale pontefice, in Turchia e Libano dal 27 novembre al 3 dicembre. Il cuore è appunto la tappa a Iznik, antica Nicea, per la celebrazione dei 1700 del Concilio.
Prevosto vi giungerà proveniendo da Istanbul.
Alle 14:15 è previsto il trasferimento in elicottero a Iznik, dove si svolgerà la celebrazione ecumenica tra le antiche rovine della basilica di San Neofito. Leone XIV pronunzierà un discorso. Poi il ritorno a Istanbul in elicottero, dove incontrerà privatamente i vescovi nella Delegazione apostolica.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA