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La struttura Asp di via della Fisica a Potenza

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POTENZA – «Se l’andamento dei contagi dovesse seguire quello della Lombardia, in proporzione, il sistema rischia di saltare in 2/3 settimane». Bando alle polemiche, quindi, sulla sospensione di ricoveri e visite specialistiche non essenziali (LEGGI LA NOTIZIA), e sui termini mutuati da provvedimenti simili adottati in altre regioni.

E’ quanto ha dichiarato al Quotidiano del Sud Ernesto Esposito, direttore generale del Dipartimento regionale Salute, alla guida della task force incaricata di gestire l’emergenza sanitaria esplosa non più tardi di 20 giorni fa.

Esposito ha voluto precisare che il dispositivo a firma sua e del governatore Vito Bardi si applica anche alle strutture private, ma resta un’ampia discrezionalità ai medici per valutare l’urgenza e l’indifferibilità delle prestazioni da effettuare.

«Abbiamo approvato un provvedimento urgente per questo non ci siamo soffermati ad analizzare singolarmente quando sono indifferibili mille tipologie di prestazioni diverse. Spetta al sanitario stabilirlo, come pure marcare con la “u” di “urgente” quelle prestazioni da effettuare comunque, anche se qui in Basilicata si utilizza di solito un’altro codice che prevede che la prestazione venga effettuata nell’arco di 10 giorni. Mi auguro che in questo momento nessuno si metta a pensare soltanto ai mancati guadagni».

«Abbiamo voluto sospendere tutte attività sanitarie non urgenti e non differibili». Ha ribadito Esposito. «Non si parla di cancellare le liste d’attesa esistenti ma soltanto di traslarle fino a dopo il 3 aprile. Credo che si tratti di un disagio sopportabile data la situazione di emergenza».

Il provvedimento in questione prevede, in particolare, la sospensione con decorrenza immediata dei ricoveri programmati medici e chirurgici nelle strutture pubbliche, dove saranno possibili solo quelli urgenti provenienti dal pronto soccorso. Sospesi altresì esami strumentali diagnostici e operativi, visite ambulatoriali, day service, diagnostica laboratoristica, ad accezione delle richieste recanti le motivazioni d’urgenza quali piani terapeutici, somministrazioni di farmacoterapia come la chemioterapia, le prestazioni di dialisi, la radioterapia, la Pet-Tac, le donazioni di sangue e tutte le altre prestazioni che non sono differibili senza potenziale danno ai pazienti. Mentre il personale sanitario medico e non medico resosi disponibile potrà essere utilizzato a supporto delle unità impegnate nei piani di emergenza.

Sospese, infine, anche le attività di front office dei Centri unici di prenotazione, fatta eccezione per i pagamenti dei ticket relativi a prestazioni urgenti rivolti a pazienti non esenti. Le prenotazioni potranno essere effettuate attraverso l’utilizzo dei call center e per via telematica.

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