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Il titolo di denuncia in prima pagina del Quotidiano del Sud di sabato scorso

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TRICARICO (MATERA) – Sarà sottoposto immediatamente a visita, l’anziano 74enne tricaricese Giuseppe Falvella, affetto da una grave malattia degenerativa, che si è vista respinta dall’Inps la pratica per il riconoscimento dell’invalidità civile, sulla base dell’analisi di referti di 17 anni fa.
Un caso clamoroso e grave, denunciato dal Quotidiano del Sud, con un articolo a firma di Giovanni Spadafino, che ha suscitato l’immediata positiva reazione da parte dell’Inps regionale, sbloccando una pratica che si trascinava ormai da tempo. Un merito dell’informazione al servizio del cittadino, che il Quotidiano predilige ormai da anni, e una chiara dimostrazione di sensibilità (per la verità non comune) da parte della Direzione regionale dell’Inps.

«La sede competente dell’Istituto, a seguito di approfondimento della pratica -ci hanno fatto sapere ieri dalla Direzione dell’Inps- ha già provveduto a richiedere l’annullamento dei relativi verbali, per una visita diretta che sarà presto disposta presso il Centro medico-legale appena riaperto.
In questa fase emergenziale, per andare incontro alle legittime aspettative dei cittadini, e contemperando la necessità di rispettare il lockdown, le Commissioni per il riconoscimento dell’Invciv della sede in questione hanno dovuto operare –per quanto possibile– esclusivamente sulla documentazione agli atti, definendo oltre 1.350 verbali. Purtroppo, nel caso di specie, vi è stata un’acquisizione frammentaria della documentazione necessaria affidata, come peraltro rilevato nello stesso articolo, a uno scambio di equivocata corrispondenza elettronica, che ha effettivamente portato a una non corretta definizione dei verbali. Ce ne scusiamo con il signor Falvella, con assicurazione della rapida ridefinizione della pratica».

Una bella notizia per l’anziano invalido ed allettato, che tramite una nipote si era rivolto a noi per denunciare il caso piuttosto paradossale, rivelatosi alla prova dei fatti un grosso equivoco.

Il verbale medico rilasciato il 25 maggio 2020, su documentazione sanitaria di 17 anni fa, è stata una brutta notizia per la nipote Antonella Quagliata, che ha dovuto districasi in questa triste esperienza e vissuta da 700 km di distanza in un periodo di fermo totale. L’anziano vive con la mamma di Antonella in una contrada di Tricarico, anziana anche lei, e sono gli unici parenti ad aver cura da sempre della salute del pensionato, che ha peggiorato il suo stato di salute, ma che secondo la commissione rientrava paradossalmente nelle difficoltà di funzioni e compiti propri della sua età, ovvero medio-gravi 67-99%.

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