I cinghiali sulle strade restano un’emergenza. Un anno fa la Regione annunciava la filiera alimentare per farne eccellenze di “Io compro lucano”
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Cinghiali, altro che filiera. I casi si moltiplicano e c’è chi vuole un risarcimento. Un anno fa veniva presentato un progetto da tre milioni per la filiera alimentare.
L’ultimo allarme arriva da Scanzano jonico dove la presenza dei cinghiali è diventata sempre più invasiva con interi branchi che arrivano nel centro storico, vicino al campo sportivo, come dimostrano alcune immagini diventate virali.
CINGHIALI, EMERGENZA NEI CENTRI ABITATI
Il problema è da tempo al centro delle emergenze di molti centri abitati, per non parlare del pericolo che corrono gli automobilisti sulle strade della provincia di Matera, da tempo teatro di molti incidenti. Proprio uno dei questi “scontri” con gli ungulati ha portato un motociclista 61enne di Nova Siri che ha deciso di chiedere un risarcimento alla Regione per quanto gli è accaduto.
Il 28 agosto scorso l’uomo è stato travolto da un cinghiale che attraversava la strada. L’animale è morto ma il 61enne era finito in ospedale in prognosi riservata. Tornato a casa dopo un mese ha affidato l’incarico di procedere alla richiesta di risarcimento all’avvocato Giuseppe Vinci.
IL LUNGO ELENCO DEGLI INCIDENTI NEL MATERANO
L’elenco degli incidenti nel Materano negli ultimi tempi è lungo e conferma quanto la presenza di questi animali sia diventata una vera e proprio emergenza sia sulle strade extraurbane che all’interno delle città.
Già nel 2023 il Prefetto dell’epoca riunì forze dell’ordine e amministratori per esaminare il fenomeno. Già in quella occasione emerse il problema sulla statale 598 della Val d’Agri e tra quelle con maggiori incidenti la 106 jonica, in particolare in coincidenza con i periodi di esodo. Fu segnalata anche la statale 7 con cause legate all’orografia e all’incremento del volume di traffico, superiore alla sua reale capacità, spesso utilizzata come scorciatoia per collegarsi alla Provinciale 3 e altre strade.
CINGHIALE INVESTITO DA UN AUTOMOBILISTA
In ordine di tempo fra gli incidenti nel Materano c’è quello del 17 settembre sulla statale 8 fra Matera e Grassano dove un automobilista ha investito un cinghiale. L’uomo trasportato in ospedale dopo il soccorso delle forze dell’ordine e sanitari del 118. Il 25 agosto scorso in località Trisaia era toccato un motociclista. In questo caso però il 16enne alla guida conoscendo la pericolosità della zona, non andava velocemente e quindi aveva solo riportato danni alla moto. L’animale nel frattempo era scappato.
IL PROBLEMA IN MOLTI RIONI DI MATERA
Al problema dei cinghiali che, di sera, percorrono strade e quartieri delle città si era sollevato anche l’allarme in molto rioni di Matera dove gli animali attirati probabilmente dalla fame si erano avvicinati ai quartieri abitati e, in particolare nell’estate appena conclusa, erano diventati protagonisti di video diventati virali.
CINGHIALI, IL PROGETTO DELLA REGIONE
Sulla presenza dei cinghiali, la Regione un anno fa aveva presentato un progetto di tre milioni di euro per creare la cosiddetta filiera del cinghiale che contava su catture programmate e trasformazione in prodotti alimentari.
Nel dicembre del 2024 infatti una nota della Regione spiegava: «Diventa realtà in Basilicata la “filiera del cinghiale”. Arriverà presto sui mercati e sulle tavole dei consumatori carne di cinghiale, biologica e di qualità, con il marchio “Io Compro Lucano”. Il tema dei cinghiali ha assunto le dimensioni di una vera e propria emergenza già da moltissimo tempo. Oggi diamo l’avvio a un percorso virtuoso, vogliamo trasformare quello che è un problema in una opportunità per l’intero territorio – aveva spiegato l’assessore regionale alle Politiche, Cicala in una conferenza stampa.
IL PROCESSO DI FILIERA
«Con un finanziamento importante, parliamo di circa tre milioni di euro, abbiamo affidato a una società lucana, l’Eco Wild, l’incarico di gestire tutti i processi di filiera, dalla fornitura delle gabbie per la cattura fino all’inserimento di un prodotto di eccellenza nei circuiti turistici. Così la sovrappopolazione dei cinghiali da criticità diventa una leva strategica per il territorio lucano costruendo un modello innovativo di gestione della fauna, di sviluppo e di promozione turistica».
«La società appaltatrice – proseguiva la nota – garantirà l’attivazione dei sistemi di cattura, il ritiro dei cinghiali catturati e il trasporto ai centri di raccolta o ai centri di lavorazione della selvaggina. Si dovrà occupare della raccolta delle carcasse derivanti dagli incidenti stradali avvenuti nel territorio del Po Val d’Agri e dello smaltimento di quelle non idonee al consumo.
CINGHIALI E MONITORAGGIO
Punto importante del progetto è il monitoraggio, che con l’adozione di sistemi di sistemi di localizzazione Gis e tecnologie avanzate per la raccolta dati ambientale consentirà il controllo sanitario, la stima numerica, la valutazione dei danni agricoli e degli incidenti stradali».
«In Basilicata la presenza della specie cinghiale è stimata in circa 88.600 capi. In tre anni contiamo di abbattere 45-50 mila esemplari. I benefici sono evidenti e non solo per i cittadini che si sentono minacciati nella loro incolumità o per le aziende agricole che vedono compromesse se non distrutte le loro colture. Aiutiamo anche l’ambiente, perché la specie sta prendendo il sopravvento sulle altre e ».
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