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Matera, per il 2026 un’agenda di impegni proprio quando la città è chiamata a un ruolo internazionale. Dai rifiuti alla mobilità passando per i lavori pubblici: sarà un anno decisivo per Nicoletti


Non sarà solo l’anno di Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo a testare l’Amministrazione comunale cittadina nel 2026. Se i primi mesi di assestamento sono serviti soprattutto per instradare la macchina e individuare un minimo di equilibrio politico superando (almeno per ora) le incertezze dell’anatra zoppa, il 2026 dovrà dare risposte più complessive che guardano al lungo e al medio periodo.

LA COMPLESSA AGENDA PER MATERA NEL 2026

La Capitale della cultura e del dialogo sarà certamente un primo test per dare dei messaggi precisi e con un budget che è cresciuto addirittura fino a sfiorare gli otto milioni di euro e che potrebbe dunque consentire un programma ampio il cui ambito sembra destinato ad andare anche oltre cultura e turismo. Ma evidentemente ci sarà la necessità di tracciare confini ben chiari per comprendere evidentemente sin da subito quali potranno essere i benefici di quest’evento per la città e se si riuscirà ad ottenerne non solo nel breve ma anche nel medio-lungo periodo dove c’è evidentemente la vera sfida.

LE SCELTE STRATEGICHE


Ma il 2026 richiederà scelte strategiche a tutto campo. Il primo settore che evidentemente viene in mente è quello dell’Igiene Urbana. Con la scadenza nel 2027 del bando attuale porre le basi per il futuro definendo gli indirizzi e avviando magari anche un nuovo bando sono obiettivi non certo rinviabili così come si attendono risposte sulla discarica e sul futuro per capire come il Comune intende gestire “un peso” o “una risorsa” come è quella dell’area di La Martella. Dove molte risposte rimangono pendenti soprattutto sulle scelte da fare in prospettiva futura.

MATERA E LA MOBILITÀ NEL 2026

Anche sotto il profilo della mobilità nel 2026 serviranno più certezze delle poche che ci sono in questo momento. Il punto di partenza riguarderà certamente un necessario aggiornamento del Pums. Riguarderà i collegamenti interni alla città, l’eventualità di perseguire o scartare completamente l’ipotesi Tangenziale che per esempio sopravvive nei punti programmatici e nel Dup dell’Amministrazione. Toccherà capire come utilizzare la linea ferroviaria di Serra Rifusa, se continuare sulla strada del prolungamento fino all’Ospedale della linea Fal. Bisognerà individuare il terminal bus che è una necessità ed un’urgenza non derogabile ulteriormente. Non scelte transitorie ma scelte che riguardano la fisionomia cittadina nel medio-lungo periodo.

I LAVORI PUBBLICI

Un anno strategico sarà anche il 2026 nel campo dei lavori pubblici dove sono attesi passi in avanti risolutivi per grandi opere nel cuore della città da piazza della Visitazione al Teatro Duni, per continuare poi con la nuova Torraca e gli stessi lavori dello stadio che finora non sono riusciti ad accelerare nella maniera dovuta. Le opere pubbliche restano un grande interrogativo così come si cercherà di capire quali saranno le prospettive nel futuro. Eventuali nuove opere da realizzare.

I PIANI DI GESTIONE

C’è poi tutta la grande partita dei piani di gestione. Una partita che riguarda anche una sorta di credibilità dell’amministrazione perché ci sono strutture come il Teatro Duni ancora da completare altre come il Mudeam già completate da tempo che attendono di poter essere fruibili a pieno ma con ritardi e problemi evidenti. Situazioni cui l’amministrazione dall’hub di Spine Bianche al palazzo del Casale batte finora in retromarcia. Sino al caso paradossale dell’area ristoro (o terminal bus che dir si voglia) di via Sturzo. Fermo da anni. Impantanato nelle pastoie della burocrazia. Così come ci sarà da definire le scelte su piazza della Visitazione come sullo stadio come anche sull’area di Serra Venerdì ancora in fase di completamento. È la partita più incerta, più delicata e dove finora si è sbagliato di più. Quella dei piani di gestione.

MATERA 2026 E I CONTENITORI CULTURALI

Una partita che si lega anche alla fruibilità dei contenitori culturali a partire dal Castello e che possono costituire la risorsa che serve al turismo per poter allargare quel tasso medio di permanenza che rimane il vero scoglio da superare nel corso delle prossime settimane.
Il 2026 sarà un anno strategico a tutto campo perchè questo tipo di scelte definiranno l’andamento futuro della città. E a queste scelte se ne aggiungeranno altre sugli eventi, sull’utilizzo di contenitori come Cava del Sole che hanno bisogno anche lì di un piano definito di utilizzo e di gestione. Ci sarà da capire cosa fare con l’area Barilla arrivando ad una sintesi con il privato che tenga conto delle esigenze messe in campo ma anche degli interessi pubblici su quell’area. Insomma il 2026 dell’Amministrazione comunale sarà ad ostacoli. Con un occhio anche ai debiti fuori bilancio che spuntano fuori come funghi ad ogni piè sospinto.

LA STABILITÀ POLITICA

Infine servirà anche completare un percorso di stabilità politica che definisca al meglio i ruoli all’interno del Consiglio comunale. L’esito del voto sull’ultimo bilancio ha individuato nei numeri una maggioranza. Non ancora altrettanto nettamente un’opposizione finora troppo ondivaga nelle scelte e nelle posizioni concilianti fino all’eccesso in alcuni casi, intransigenti e ferme in altri.

L’OPPOSIZIONE SENZA UNA POSIZIONE COMUNE

Un’opposizione senza una posizione comune ben chiara e con il rischio che possa perdere ancora altri pezzi strada facendo anche rispetto al definirsi di altre dinamiche regionali o nazionali.
In particolare ci sarà da trovare una soluzione sullo scoglio della presidenza del Consiglio dove la questione non è tanto di maggioranza politica quanto tecnica e regolamentare e si è impantanata di fronte alla mancanza del numero legale per procedere alla terza votazione.
Un passo però dovrà essere fatto per risolvere la situazione e evitare che questo stallo distragga troppo dalle tante cose che ci sono sul tappeto e che non riguardano solo scelte contingenti ma anche scelte strategiche per il futuro della città nel medio e nel lungo periodo.

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