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POTENZA – Il meglio inizia adesso e l’assessore non sembra intenzionato a perdere  neanche un attimo. Nemmeno il tempo di godersi l’incredibile vittoria che gli ha consegnato la notte di domenica, che a prima mattina su facebook è già pronto con la nuova foto per il profilo “Marcello Pittella presidente”. Finita una sfida, ne inizia subito un’altra, la più importante: la corsa verso per la presidenza della Regione. Ma i nodi da sciogliere sono molti. A partire dalla gestione della crisi all’interno del Partito democratico.

Assessore, cosa accade ora? Ha sentito il segretario De Filippo, cosa vi siete detti?

Ho sentito il segretario in queste ore. Da parte mia ho confermato tutta l’intenzione di lavorare per trovare una soluzione di partito. Il Pd continua a esserci. A un solo patto: che venga raccolto il messaggio che i lucani hanno voluto dare con il voto di domenica. Rispetto a questo non sono disposto a fare nessun passo indietro.

Ma ritiene che dietro al risultato di queste primarie ci sia veramente un messaggio da cogliere o più semplicemente si è scontrato con un candidato meno forte di lei, o (fino alla fine) non adeguatamente sostenuto?

Assolutamente no. Lacorazza dalla sua ha avuto il massimo sostegno elettorale che potesse avere. Ma i lucani lo hanno detto chiaramente: l’apparato non tira non più. Le cose imposte non tengono. C’è una grande voglia di partecipazione, e lo abbiamo capito anche dal numero di persone che domenica si sono recate ai seggi. Del resto, io dico, ovunque ci siano state primarie ci sono state grandi sorprese: non capisco perché per Pisapia possa valere, per Marcello Pittella no.

A proposito di alte affluenze, sono in molti a sostenere che il dato sia stato drogato dalla partecipazione al voto di esponenti di centrodestra. Ha vinto anche grazie a loro?

Beh sicuramente voti di simpatizzanti ce ne sono stati, sia per l’uno e che per l’altro candidato. Del resto sono le regole delle primarie. E in fondo è giusto che sia così visto che chi scende in campo di candida a rappresentare tutti i lucani. Ma queste rivendicazioni del giorno dopo non possono essere utilizzate in maniera strumentale. Ho tanto l’impressione che si tratti della solita favoletta della volpe che quando non riesce ad arrivare all’uva dice che è acerba.

Ma quei cinesi che si sono visti a Matera chi li ha portati ai seggi?

Io francamente non lo so, ma tutta questa polemica mi sembra assurda. Non posso pensare che si facciano differenze tra candidati “bianchi” o “neri”. Le primarie sono dei cittadini, di tutti i cittadini. Evitiamo di dire queste cose. Matera conta una buona comunità di cinesi. Mi sembra che anche loro abbiano diritto di voto. O no?

Tra i suoi sostenitori ci sono molti politici che arrivano dalla precedente legislatura, per di più indagati. Cosa ne sarà di loro? Li proporrà nella sua squadra di governo?

Io sono garantista per formazione ma soprattutto sono convinto del fatto che si tratti di idee e culture che non possono essere buttate al macero. Detto questo va pure precisato che si tratta di alleati che hanno scelto di offrire il proprio sostegno senza chiedere alcun posto al sole. Mi confronterò con loro sulle proposte e suoi programmi, perché è soprattutto a questo che guardo ora. Del resto ancora una volta il voto di domenica ci ha detto che non è il fattore giudiziario a determinare il risultato.

Quindi anche gli indagati saranno nel suo governo?

Ripeto: non metto veti di questo tipo, non esiste alcuna  pregiudiziale in tale direzione. Cosa dovremmo fare, girare con il casellario giudiziario? Del resto io stesso sono candidato. Perché dovrei tagliare fuori gli altri in base al fattore: indagato o meno. Lo dico ancora una volta: vogliamo cercare convergenze soprattutto su proposte e programmi. Tutto il resto è stato male e in maniera strumentale. Anche i lucani lo hanno compreso.

m.labanca@luedi.it

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