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POTENZA – Il confronto con l’ultimo precedente è da temperature polari: meno 12. E’ più che concreta la possibilità che la maggiore forza politica in Basilicata sia rappresentata dal “partito” degli astenuti. I numeri registrati ieri parlano chiaro. Le percentuali dell’affuenza sono basse. Di più. Bassissime. 

Alla chiusura dei seggi ieri sera i lucani votanti sono stato il 32, 51 per cento rispetto al 45,51 per cento del 2010. Eppure le elezioni regionali sono consultazioni che di solito hanno attirato gli elettori. Ma non in questa tornata. E se anche oggi (si vota fino alle 15) la tendenza dovesse essere quella emersa ieri, la percentuale totale dei votanti potrebbe anche non superare il cinquanta per cento. In linea, insomma, con quanto accadde l’anno scorso per le elezioni regionali siciliane dove addirittura gli elettori alle urne furono solo il 47,4 per cento.

Ad ogni modo bisogna attendere il dato ufficiale a chiusura dei seggi  e confrontarlo con quello dell’ultimo precedente (marzo 2010) in cui si  registrò un affluenza pari al 62,8 per cento per le analisi approfondite. C’è comunque da dire che nel 2010 insieme alle elezioni regionali a Matera città si votava anche per l’amministrazione comunale. Il dato quindi potrebbe essere condizionato, almeno in parte, da questo fattore. Basti pensare che solo a Matera città ieri sera alle 22, rispetto allo stesso dato del 2010, ha votato il 23 per cento degli aventi diritto.

Ma il dato regionale fotografa un dato in forte calo dappertutto. A Potenza città per esempio ha votato il 10 per cento in meno. A Melfi (dove permane la protesta delle tessere elettorali consegnate contro la chiusura del Tribunale) il segno meno si è fermato al 17 per cento. Numeri da brividi che rendono plasticamente (e forse oltre le peggiori aspettative) la disaffezione dei cittadini dalla politica e dai partiti. E il dato dell’affluenza è andato calando ieri con il passare delle ore. Alle 12 di ieri aveva votato il 2 per cento in meno, alle 19 il 5,5 per cento e alle 22 il 12. Insomma i lucani non hanno fatto la corsa per andare a eleggere il nuovo Consiglio regionale. E’ un segnale forte. Che la situazione non fosse delle migliori era già chiaro. Si va a votare oltretutto per la prima volta in anticipo in Basilicata dopo lo scandalo rimborsopoli e le dimissioni del presidente della giunta, Vito De Filippo. Fatti che evidentemente non sono stati ancora digeriti dalla popolazione.

Chiaro che il dato dell’affluenza è importante ma quello che conta veramente è il risultato degli scrutini. Ma con meno gente che vota in generale il quadro delle forze in campo potrebbe mutare. Fino a che punto è difficile da immaginare. E’ evidente però, che la Basilicata in soli tre anni, politicamente parlando, è cambiata.

s.santoro@luedi.it

 

 

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